Se ci vuole così poco per far rigare dritti Cassano e Balotelli

Il ct Cesare Prandelli ha accolto le due “teste calde” del gruppo senza particolari raccomandazioni. All’interista ha detto: “Cosa posso fare per aiutarti?”. Fantantonio sembra maturato dal mondiale perso e dal matrimonio. Forse è il caso che Lippi mediti in questi giorni sulle sue scelte sudafricane<br />

Asciutto ed essenziale. Cesare Prandelli è stato così da sempre e non poteva smentirsi nell’atto forse più significativo del suo debutto azzurro. E cioè alla prova del nove del primo contatto con gli azzurri reclutati a Coverciano. Nell’accogliere Balotelli e Cassano, coloro i quali per definizione sono le “teste calde” del gruppo, si è limitato a qualche strizzatina d’occhio e a una frase molto significativa. Nei confronti dell’interista, il ct ha il vantaggio di poter parlare in dialetto bresciano: è più facile la comprensione, è immediato il felling. Gli ha detto a viso aperto: “Cosa posso fare per aiutarti?”. È bastata una sola frase per rompere il ghiaccio e per far partire l’intesa che sarà lunga e complicata perché nessuno di noi è così ingenuo da immaginare che all’improvviso, Mario sia diventato un tenero micione che si raggomitola sul divano davanti alla tv senza provocare alcuna tensione in casa. No, ci saranno giorni difficili e qualche parola o gesto di troppo, come è normale che accada ma nel frattempo il rapporto si sarà cementato e probabilmente certi spigoli saranno spariti.

Diverso è lo scenario offerto da Cassano che si è presentato, per esempio, all’appuntamento di Coverciano in perfetta forma fisica, merito del turno preliminare Champions da affrontare con la Samp ma anche di questa nuova puntata della sua discussa carriera azzurra. A Prandelli, che lo reclamava già a gennaio scorso quando la Fiorentina si ritrovò senza Mutu per la Champions, il barese ha fatto una gran bella impressione. È apparso maturato oltre che dall’età e dal mondiale perso, anche dal matrimonio che gli ha conferito l’equilibrio di cui aveva bisogno. Perciò Cassano ha adottato al volo Balotelli: i due, insieme, o rifanno grande l’Italia o la trascinano verso un’altra deriva. Le vie di mezzo non esistono.

A giudicare dalla semplicità con cui è stato stabilito il primo collegamento tra la strana coppia e Prandelli, c’è da aggiungere una considerazione retro-attiva che riguarda, naturalmente, Lippi e la sua avventura mondiale. Avesse saputo che sul campo, addomesticare Balotelli e Cassano sarebbe stato così facile, in partenza, si sarebbe ostinato a lasciarli a casa? E ancora: avesse avuto qualche buon consigliori al proprio fianco, avrebbe avuto la forza e la pazienza di misurarsi, da campione del mondo, con un paio di cavalli di razza, sia pure bizzosi e capaci di qualche scarto rischioso? Sarà bene che nel corso della sua estate, Lippi aggiunga alle sue riflessioni su quanto accaduto in Sudafrica e sulle reazioni scomposte del tifo tricolore, anche questi altri interrogativi che devono fargli compagnia lungo la rotta delle sue gite in barca. Nessuno, nel calcio come nella vita, può rinunciare a un talento anche se gestirlo sarà complicato e faticoso.