Se il cinema mette l’acquolina in bocca

In libreria &quot;Il gusto del cinema&quot;, manuale di ricette tratte dai più celebri film proiettati sul grande schermo nel 2008. E i meno fantasiosi possono &quot;inventarsi&quot; un cenone patinato<br />

Ciak, si cena. Ovvero: quando un film fa venire l’acquolina in bocca. E non tanto perché si attendono le luci per imbucarsi in pizzeria, quanto perché quegli attori a tutto schermo mangiano e gustano mentre lo spettatore ascolta impotente il proprio stomaco che gorgoglia. Ciak, si cena. O si pranza. Ovvero: quando di quei manicaretti la platea è convinta di aver sentito il profumo anche se è impossibile. Almeno lì, nella sala buia, dove il fruscio della pellicola in macchina accompagna l’immaginazione in un mondo parallelo, fatto di tapas e di colazioni, di rigatoni all’amatriciana e di pollo con patate, di biscottini e ravioli al vapore, di crema di carote e minestra alle erbe.

Ciak, si cena. Ma, prima di cenare, occorre mettersi in cucina e ripensare, ripensare, ripensare. Immagini che scorrono nella mente come quelle di Javier Bardem che passa con la stessa nonchalance dal pazzo sanguinario al servizio dei fratelli Coen alle braccia di Penelope Cruz, divora american breakfast come lo sceriffo Bell e il fuggisco Moss di “Non è un paese per vecchi” prima di assaporare tapas, paella e aragosta alla catalana da bravo artista dongiovanni in quel di Barcelona conteso da Scarlet Johansson-Cristina, Rebecca Hall-Vicky e Maria Elena-Penelope Cruz. L’Ultimo Woody Allen, insomma.

Ciak si cena. Come i rigatoni del divo Giulio di Sorrentino e delle feste dc, all’amatriciana pure quelle. E per restare in una Roma esterofila che fa il verso alla rutilante società dove improbabili tycoon fabbricano telefoniste in serie come donne-macchina ecco pollo e patate con cui termina “Tutta la vita davanti” tra morti, feriti e lavoratori delusi in sogni, aspirazioni e portafogli gonfi solo di alienazione.

Ciak si cena. A base di ravioli al vapore e noodles (che altro non sarebbero se non volgari spaghetti) con verdure sognando George Clooney che si aggira in ristoranti dagli effluvi orientali nel mondo vacuo di “Burn after reading”. O dell’agnello alla greca che accompagna le nozze mancate, ma subito rimpiazzate, di quell’attempata libertina di Meryl Streep che al matrimonio della figlia, revocato all’ultimo momento, trova invece le proprie nozze con uno dei suoi vari ex. Quei tanti che erano passati dal suo letto, in stile figli dei fiori e poi restituiti a una verginità professionale nuova, mentre quella piccina, ormai donna, cercava il volto di un padre al quale nemmeno la madre aveva saputo dare un nome nel suo delirio sessuale. “Mamma mia” che pasticcio! Ma che gusto su quella terrazza con vista mare sul mediterraneo blu.

Ciak si cena. E se si cenasse a base di finger food e pomodori pachino, sognando, una volta tanto, di essere come James Bond e avere gli occhi azzurri come Daniel Craig? Possibile. La ricetta non è trascendentale, al contrario invece delle peripezie che l’agente segreto più famoso del mondo attraversa per sconfiggere chi vuol distruggere il pianeta per un pugno di petrodollari.

Ciak si cena. E siccome di cenoni ce ne aspettano più d’uno nei giorni a venire, “Il gusto del cinema” di Laura Delli Colli (Cooper editore, pp.173, 14 euro) può rivelarsi un regalo azzeccato ma anche un manuale utilissimo per stupire qualcuno o far provare piatti diversi a qualcun altro. Non c’è niente da leggere, sia chiaro. Occorre un grembiule, tanta pazienza, voglia di mettersi in discussione dopo una bella spesa all’Esselunga che, in questi giorni di corsa alla leccornia, non è certo facile da digerire spingendo carrelli e facendo la coda in cassa. Ma se talvolta la fantasia fa cilecca e gli ospiti non li si vuol deludere, ecco la ricetta tratta dal film.

Poi vabbè, non sempre si ha di fronte Daniel Craig o Penelope Cruz, Javier Bardem o Sabrina Ferilli, Scarlett Johansson o George Clooney. Ma questo è un dettaglio. Non si può pretendere tutto. Gli ospiti, quelli, dobbiamo metterli noi. Ma almeno la cena risulterà divertente e, per chi non ama il cinema, assolutamente nuova. A proposito: dessert. Ci sarebbero i biscottini cari a Ewan Mc Gregor, il Kenobi di “Guerre stellari” che in “Sogni e delitti” sgranocchia alla grande con il fratellino. Due apprendisti assassini, vittime del loro nulla eterno. Ma per noi oggi poco conta. Quel film di Woody Allen non vale niente, ma i biscottini...