Se il cinema è «roba» dei politici

I l peccato originale del protagonismo della politica si ripropone puntualmente nell’ex Festa del cinema veltroniana, la prima manifestazione pericolosamente creata a immagine e somiglianza del sindaco cinefilo. Così, dopo l’annunciato arrivo alla guida della manifestazione romana dell'ex direttore della Mostra di Venezia Marco Müller - imposto dalla governatrice Polverini - che verrà nominato formalmente solo a giugno prossimo dal presidente che sostituirà Gian Luigi Rondi, a metà gennaio verranno azzerati gli incarichi dei collaboratori nominati all’epoca di Veltroni e del suo braccio destro Goffredo Bettini. Il quale si è sentito talmente toccato nel vivo che ha preso carta e penna per scrivere una lettera al Messaggero in cui ha difeso Piera Detassis (direttrice artistica fino allo scorso 31 dicembre), Rondi e il direttore generale Francesca Via nonostante il deficit della kermesse di un milione e trecentomila Euro. E siccome pare che il festival sia cosa sua conclude così brutalmente la sua informata missiva: «La destra, anche sul cinema pare ragionare come su tutte le altre aziende: da padrona. Ma i rapporti di forza non sono eterni». Alludendo alla resa dei conti (ma non era la destra «padrona»?) che ci sarà l’anno prossimo quando Zingaretti (presidente Pd della Provincia) diventerà, come molti ipotizzano, sindaco. Immediatamente il sito Dagospia ha pubblicato una lettera anonima avvelenata in cui Bettini viene accusato di difendere «interessi molto particolari: la sorella (per la precisione sorellastra, ndr), Fabia, infatti, è consulente della Detassis: l’azzeramento voluto da Alemanno lascerebbe a casa tutte le collaborazioni compresa quella del curatore della sezione Alice, Gianluca Giannelli, marito di Fabia e cognato di Bettini». Perché, dice sempre la lettera, il piano del Pd era di «riconfermare Rondi per un anno» in attesa che Zingaretti diventasse sindaco e nominasse lui, come lo statuto prevede, il “nuovo” presidente, ovviamente Bettini. Bene, anzi male. Ma in tutto questo che cosa c’entra il cinema e la cultura?