SE LA CRISI SERVE A FARE IL TERZO VALICO

Lo tsunami finanziario che da settimane ha investito i mercati borsistici di tutto il mondo, bruciando miliardi di dollari di risparmi investiti nei titoli azionari è, per il momento, ancora una crisi di liquidità e di fiducia che non è paragonabile alla grande depressione del 1929. Allora il mondo fu travolto non solo da una crisi finanziaria ma anche e soprattutto da una profonda crisi industriale. Anche allora furono bruciati miliardi di dollari di risparmi ma si persero, e fu veramente il disastro, anche migliaia e miglia di posti di lavoro.
Oggi se non si pone rimedio, se non si fa fronte a questo tsunami il rischio è che da crisi finanziaria si passi rapidamente ad una recessione globale e ad una crisi industriale. E il passo è veramente breve.
Tento di spiegare perché. Non vi è dubbio che le crisi finanziarie e di fiducia vadano ad intaccare quel vitale tessuto produttivo che sono le piccole e medie imprese, più che le grandi, e che in Italia sono l'ossatura portante della nostra economia. Se esse non saranno più in grado di accedere al credito a costi ragionevoli non saranno nelle condizioni di fare investimenti (...)