Se gli enti locali spendono senza sapere il perché

Gentile dr. Lussana, il presidente Repetto, rispondendo alle osservazioni del consigliere Zito sulla gestione finanziaria della Provincia, afferma fra l’altro che l’istituzione di un corso di cinese è dovuta al fatto che (cito testualmente) «in ogni occasione di incontro fra le delegazioni cinesi e i rappresentanti delle nostre maggiori industrie la possibilità di dialogo è consentita solo attraverso personale proveniente per lo più da Milano», il che indurrebbe erroneamente a concludere che né i delegati cinesi, né i nostri rappresentanti industriali (e operatori portuali) conoscano l’inglese, lingua commerciale per eccellenza! Assurdo. L’iniziativa della Provincia più che lodevole appare velleitaria e ho l’impressione che il corso servirà, oltre che a garantire il giusto compenso agli addetti ai lavori, ad accogliere i delegati cinesi sostituendo al rituale «How are you?» una equivalente frase in dialetto Han o Uiguro.
In chiusura di lettera inoltre, il presidente Repetto invita il consigliere Zito, premettendo con modestia che la propria gestione finanziaria non si presta a critica alcuna, ad aprire un dibattito sui circa 125 miliardi di euro (sono tanti...) rientrati in Italia proprio per il fatto (questo lo aggiungo io) che il ministro Tremonti ha indotto gli «evasori» al rientro stabilendo «una misera imposta tombale». Probabilmente Repetto preferiva che quei soldi restassero all’estero. Mirabile esempio di «lungimiranza». Sugli onesti lavoratori che invece pagano le normali aliquote fiscali, meglio sorvolare: trita demagogia post Pci. Un cenno di commento all’articolo sull’assessore regionale Pittaluga che annuncia aggravi fiscali motivandoli con il «buco» di 400 milioni lasciato dalla precedente Giunta di centrodestra. Il «transfuga» dimentica che i suoi attuali compagni di viaggio si sganasciavano dalle risate quando identiche giustificazioni venivano addotte dalla Giunta Biasotti, della quale anche lui, Pittaluga, faceva parte.Direi che si tratta di rimozioni freudiane.