Se essere un gioiello è avere una vetrina sul lusso senza tempo

Il negozio Vhernier a Porto Cervo è la nuova casa per le idee (meravigliose) di Carlo Traglio

Valeria Braghieri

Con la prima risposta, ti brucia le domande ovvie. Per questo parlare con lui è difficilissimo. E facilissimo. Lui che è l'ultima oasi dove il lusso resiste, lui che ancora investe in Italia (patria, anche, di sfinenti complicazioni e di demoralizzanti burocrazie), lui che sta dal lato bello della vita, lui che se fosse una borsa sarebbe una Kelly di Hermes. Perché dovendo scegliere qualcuno per realizzare una limited edition gioiello della sua icona in formato mini, la maison francese ha ovviamente pensato Vhernier. Non che ci sia da stupirsi: Carlo Traglio è una di quelle persone che riempie il mondo di quelle cose che fanno gonfiare una piccola onda sotto il cuore di ogni donna.

Altro che low cost, altro che usa e getta, altro che voli in economica con vicini molesti, sedili stretti e tessuti acrilici, altro che Martini senza oliva. Turchesi, madreperla, pavè di diamanti e buongusto. È un altro mondo quello di Traglio, un altro Dna. Il lusso che resiste, appunto. Perché lo stile non si deteriora. Vhernier apre, ha appena aperto, in realtà, la sua prima boutique a Porto Cervo: sessanta metri quadrati con pareti rivestite in tessuti Loro Piana color corallo e gli immancabili Palloncini realizzati in esclusiva dai vetrai di Murano. Quattro vetrine che si affacciano sulla «Piazzetta» come se la ricorda il (bel) mondo: yacht e signore scalze in abito da sera, bouganville e champagne, feste e regate, quando la Costa Smeralda era «la Costa», ci si arrivava con i Fokker, ci «regnava» l'Aga Khan e i soldi erano educati. Gli aperitivi al tramonto e i croissant all'alba, le notti lunghe e il maestrale gagliardo. Quattro vetrine sulla Piazzetta e una chicca di venti metri quadrati a Forte Village, all'interno della galleria che racchiude i più importanti marchi del lusso.

E presto, a ottobre, precisamente, ci sarà anche Londra, in barba alla Brexit e a tutto il resto perché «Londra è Londra. Chic, stilosa, intramontabile. Il posto dove ognuno, potendo, vorrebbe mandare a studiare i propri figli. Londra è la chiusura di un cerchio». E perché Traglio è così: colto, impaziente, passionale, razionalissimo e divinamente snob. Per questo parlare con lui è difficilissimo. E facilissimo.

Vhernier che sbarca a Porto Cervo ci fa credere che Porto Cervo esista ancora. Gli alberi dei velieri che sibilano e i moli che si infebbrano sotto sera; col profumo di mirto e l'acqua gelida. Trasparente e gelida. L'inarrivabile acqua smeralda a cui Vhernier rende omaggio con le spille Conchiglia e Tartaruga: turchesi, cristalli di rocca, madreperla rosa. Anche se attorno è tutto azzurro, limpido e teso. E pazienza la stagione corta. Pazienza se la gente ad agosto se ne va già. Il «bello» val bene il rischio. L'importante è riempirli gli anni. Prima che vadano in scadenza come tessutino acrilico.

Traglio studia, sperimenta, non si basta. Al vizio dell'eccellenza tocca lavorare ogni santo giorno. Faticarci senza dar l'aria di far fatica. Diamanti, concetto e buongusto ostinato.

Per quello, alla fine, se poi sei un gioiello, sei un Vhernier.