Se il figlio ha la casa in dono, deve pagare doppio

Non si può. Si può. Non si può. Si può. Anzi, si deve: se un genitore dà gratis la casa al figlio (e viceversa) deve pagare la tassa maggiorata come se fosse una seconda casa, ha ribadito durante il consiglio comunale di lunedì il sindaco di Cogoleto, Attilio Zanetti, dopo un tira e molla di più di un ora tra l'assessore ai tributi Ferruccio Baratella e l'opposizione di centro destra. Tema dello scontro: le tasse o, più propriamente, i tributi. Dell'Ici visto che il tema della discussione era «Modifiche al regolamento sull'imposta comunale sugli immobili». L'esposizione del nuovo testo del regolamento comunale - redatto in modo da adeguarlo alle nuove disposizioni previste dalla ultima legge finanziaria - fila liscia. Il sindaco Attilio Zanetti e l'assessore Baratella tessono lodi alla riforma varata dal premier Romano Prodi che «esclude dal pagamento della tassa sugli immobili quasi un terzo dei proprietari di prima casa», affermano i due amministratori. Una festa. Guastata, però, da Amelia Ravenna di Forza Cogoleto che prende la parola per ricordare alla giunta una proposta avanzata l'anno scorso dall'opposizione e ripresentata immancabilmente lunedì sera: estendere i benefici e le deduzioni previste per la prima casa, anche per le abitazioni date in uso gratuito ai figli o ai genitori. «Tante famiglie di Cogoleto fanno sacrifici economici e acquistano un'abitazione pensando ai figli che quando crescono non trovano casa e, coi problemi economici che ci sono, non riescono a pagarsi un affitto. E non mancano figli che acquistano casa per i genitori per portarseli vicini», è il coro unanime dell'opposizione. «Non si può fare», ribadisce Baratella. Non si arrende Amelia Ravenna che estrae l'Annuario del contribuente elaborato dall'Agenzia delle entrate e legge: «I comuni possono considerare prima casa le abitazioni date ai familiari». «Non si può fare», replica ancora Baratella che questa volta spiega i motivi del diniego: «È tutta colpa di Berlusconi e del suo Governo. Infatti quando Berlusconi ha eliminato l'aliquota massima del nove per mille ha di fatto ridotto le entrate dei comuni. E ha ridotto anche la possibilità di introdurre sgravi fiscali per i residenti». Tocca al sindaco invece «rassicurare» il Consiglio sul futuro. Zanetti spiega che quando è stata istituita l'imposta sugli immobili, Cogoleto ha ottenuto dei parametri catastali molto più bassi degli altri comuni della riviera a cause delle industrie (in particolare Tubi Ghisa e Stoppani, ndr). Dati alla mano del sindaco: «se Cogoleto avesse gli stessi parametri di Arenzano incasserebbe oltre 4 milioni di euro invece dei 2 milioni e 200mila che incassa ora». Una situazione che durerà poco, visto che tra breve le rendite catastali dei cogoletesi verranno adeguate. «E allora, si potrà parlare di sgravi per le case date ai familiari», riprende la parola Baratella. «Spero che il 13 giugno Berlusconi vinca ed elimini definitivamente l'Ici sulla prima casa», tronca lì Giovanni Siri (FI).