«Ma se fossi un vero mago farei sparire i rifiuti da Napoli»

Dal palco di Zelig, alla Riviera. Raul Cremona, allora tutto pronto per stasera a Pietra Ligure?
«Sì, Raul Cremona arriverà con una valigia piena di oggetti».
Come Mary Poppins, e dentro cosa c’è?
«Magie, giochi, monologhi, scherzi. Uno spettacolo di cabaret con piccole incursioni da spettacoli fatti a teatro e magie anche per i bambini».
E i suoi personaggi che fine fanno?
«Ci saranno anche quelli, Omen, Silvano, Jacopo Ortis. Faremo dei giochi con il pubblico dal vivo. È la cosa che preferisco. La televisione non si sa mai quello che succede, il cinema è diventato il dopolavoro dell’attore. Il vero palco per l’attore è lo spettacolo dal vivo».
Con tutti gli imprevisti del caso, nel senso che c’è un canovaccio che poi si cambia in base alla risposta del pubblico?
«Io parto da una scaletta ben definita e poi si va nei personaggi che il pubblico vuole vedere».
Stasera a Pietra Ligure è la prima di «Rotonda sul mare», evento organizzato dalla Hp Eventi che con dieci spettacoli in cartellone è una delle più ricche dell’estate. Ma il pubblico ligure com’è?
«Sono stato a Savona, Ovada, è disponibile. Sono lì per divertirsi. L’importante è che non ci siano troppi bambini...»
Scusi?
«Sì, vengono lì davanti, fanno combriccola e iniziano a disturbare. Poi le mamme...perché vedi, la gente non sa che questo è un mestiere. Poi ti trovi cinque bambini che salgono sul palco. E il padre è lì che ride. Tu per non scriverlo eh...»
E già...Infanzia difficile?
«Ho preso tante di quelle botte...Quando ero piccolo io, col cacchio che mi facevano alzare dal posto. C’era un’altra educazione, ma non scriverlo (ride). In teatro li lasciano in prima fila, quando non si potrebbe occupare quei posti e le mamme in ottava. Un bambino dopo due minuti non ne può più. Se vuoi vedere un cabarettista morire, mettilo davanti a loro. Metti che fa un monologo su Berlusconi o la Finanziaria....»
Si salvi chi può...
«Ecco poi, a rimetterci indovina un po’ chi è? In trent’anni di esperienza mi è già successo. Ho fatto anche degli spettacoli per bambini, ma disturbano chiunque».
Ecco, ma nel suo caso, gli esordi come sono stati? Quella del cabaret è una passione che aveva da bambino o è venuta dopo?
«Io nasco come prestigiatore. L’ho fatto per anni, finché a 27 ho deciso di provare a farlo sul palco a Milano, al Derby, al Cabianca dove si sono formati Jannacci, Cochi e Renato. Da lì non ho mai smesso, comico lo sono diventato dopo»
Il pubblico di Zelig com’è?
«È televisivo, ma anche un po’ teatrale. Un’ottima miscela, il giusto compromesso tra tv che ormai è un meccanismo morto, dove vedi solo davanti a te una spia rossa e il teatro».
E Paola Cortellesi...?
«C’è chi dice che è straordinaria e chi no. È normale che sia così. Lei è molto brava. Deve ancora affiatarsi un po’ forse con Bisio, ma lo farà nelle prossime edizioni».
Programmi per il futuro?
«Preparo “Prestigi” spettacolo teatrale a novembre. Voglio girare in piccoli teatri però, e senza bambini».
Ma è un’ossessione!
«No guarda, una volta i bimbi erano attaccati alle mamme. Ora sono in libertà. Se da piccoli ci si intrometteva nei discorsi dei grandi, ti spintonavano via. Adesso invece liberi tutti. Nessuno si prende più la briga di riportarli all’ordine e dicono che i bambini devono fare quello che vogliono. Sbagliato!»
Va bene, bambini a parte. Se potesse fare una magia?
«Farei sparire la spazzatura da Napoli per farla riapparire da qualche altra parte, basta che non sia sotto casa mia. Poi vorrei che l’Italia fosse più centrata. Ma io faccio joking. Questi non sono miracoli da prestigiatore. Ci vorrebbe un mago vero»