Se le funzioni vitali si attivano con un'app

Eppure esistono: app, funzioni, o come diavolo si chiamano che ti rammentano e ti consigliano e ti suggeriscono quello che anche l'homo technologicus, ultima evoluzione della nostra specie, dovrebbe essere allenato a sapere fare da sempre

Sono le 22.30. Il tempo è nuvoloso. E adesso «devo» respirare. «Rilassati e concentrati sul tuo respiro» comanda l'ultimo ritrovato della tecnologia al polso in modalità guru indiano. L'avviso è accompagnato dalla vibrazione (tante volte fossi distratto). E comincia: inspira, espira. E ancora. Inspira, espira. Così, almeno per un minuto, da ripetere nell'arco della giornata più volte. Come una medicina. «Ottimo lavoro» si congratula il giocattolo da adulti. «Vuoi respirare ancora?», altrimenti - pare suggerire - continua pure a fare quello che stavi facendo. Torna alla tua vita vorticosa, dove persino l'alito vitale è diventato accessorio. A tal punto che tocca programmare uno strumento che lo rammenti. Ricordati di respirare ora sta insieme ai «memo» per comprare il latte, pagare la bolletta, allo squillo che segnala l'appuntamento telefonico tra 20 minuti. Sta dentro quella memoria esterna che diventa rossa quando arriva al 20% e ti fa venire l'attacco di panico se non hai una carica in tasca. Sa tutto e ti dice tutto. Anche quello che naturalmente vien da sé. O almeno dovrebbe.

Respira! Mangia! Dormi! Alzati e cammina! Dacci dentro col movimento! Lo schermo si illumina e la scritta celestiale ti scandisce anche le funzioni vitali. Siamo al paradosso.

Eppure esistono: app, funzioni, o come diavolo si chiamano che ti rammentano e ti consigliano e ti suggeriscono quello che anche l'homo technologicus, ultima evoluzione della nostra specie, dovrebbe essere allenato a sapere fare da sempre. Eppure siamo arrivati a dover programmare anche quando e persino come respirare. Basta andare su «impostazioni». Se clicchi su «ritmo respirazione» puoi decidere se sei uno da 4 respiri a minuto oppure da 10 in 60 secondi. Ogni lunedì puoi avere anche il riepilogo settimanale. Nel frattempo ti segnala se sei stato per troppo tempo seduto (ogni 50 minuti, ha deciso) e ti invita a farti un giretto almeno per cinque minuti. Intanto perchè non tenere lo smartphone serrato nel palmo della mano. Bastano 5 secondi e l'ansiometro misura quanto sei stressato. Casomai torni su «impostazioni» e ricominci a respirare... i risultati vengono registrati automaticamente in un «diario dell'ansia» su cui verrà annotato quotidianamente lo stress, che lascia le sue tracce pure sul telefonino creando un profilo personalizzato e in continuo aggiornamento. Alla sera basterà dare retta come a un genitore amorevole quando si illumina per dirti «È ora di andare a dormire se vorrai alzarti riposato». L'homo techonogicus ha bisogno della sveglia per andare a dormire, della funzione che monitora i cicli del sonno e individua il momento giusto per svegliarti (mai nel bel mezzo di un sonno profondo). Chi è esperto dice che ci siano anche app che ti dicono quando (spero non come) è il momento giusto per lasciarsi andare ai piaceri della carne. Che dire. Non resta che sperare che la vostra partner abbia la app sintonizzata.