Se Gad Lerner in tv usa mezzucci da Wanna Marchi

Caro direttore,
sono sempre stato un simpatizzante di destra ma per la verità fino a poco tempo fa non ho mai avuto modo di leggere il suo giornale. Da qualche tempo, leggendo i vostri servizi in prima pagina sui vari Santoro, Di Pietro, Travaglio, Gad Lerner, ecc. ecc. ho incominciato ad appassionarmi al Giornale e da allora lo compro quasi tutti i giorni. Sono molto contento che qualcuno in Italia abbia finalmente il coraggio di contrastare la superbia e la tracotanza di tali personaggi che usano la televisione pubblica per fare propaganda a favore di una certa parte politica. Sarebbe ora che il suo giornale iniziasse anche una campagna per costringere la Rai, alla quale i cittadini italiani versano un canone abbastanza esoso, a sospendere la trasmissione AnnoZero, che ci sta facendo veramente perdere la pazienza. Vorrei inoltre sapere se il Giornale intende querelare il signor Gad Lerner per la truffa tentata ai danni del suo quotidiano e degli italiani in seguito a quanto dichiarato ad AnnoZero nella puntata di giovedì scorso sui sondaggi relativi al gradimento verso Berlusconi. Non farlo sarebbe un grave errore, anche perché certi personaggi, paladini della legalità, non esiterebbero un attimo a screditarvi agli occhi dell'opinione pubblica. Voglio sperare che facciate in modo, mettendo in atto quanto esposto, che io continui a comprare, anche tutti i giorni, il vostro quotidiano.

Caro Pastore, sono lieto che lei abbia cominciato a leggere il Giornale. Ma visto che è appena arrivato nella nostra famiglia, avrei piacere di farle conoscere alcune regole della casa. A cominciare dal fatto che non mi pare bello che lei leghi il futuro acquisto del nostro quotidiano alla querela a Gad Lerner: nessuno dei nostri lettori affezionati userebbe questo tono, oserei dire quasi ricattatorio. Qui al Giornale condividiamo idee, battaglie, principi, ma siamo anche abituati a ragionare ognuno con la sua testa. Non mettiamo in discussione la storia profonda che ci unisce anche quando abbiamo su singoli punti posizioni diverse o quando c’è qualcosa che momentaneamente ci divide. Persino, pensi un po’, quando quel qualcosa è più serio della pagliacciata di Lerner... In effetti, sono qui a dirle che non denunceremo Gad. Se anche ci fossero gli estremi, non lo faremmo: il suo gesto si qualifica da sé. E mi dispiace, perché personalmente gli sono legato: è stato lui a lanciarmi in televisione, nel primo storico Pinocchio, ed è stato lui ad assumermi al Tg1, come inviato, in un periodo di grandi sogni e speranze, che purtroppo bruciò mandando in onda immagini oscene di pedofili e, di conseguenza, rassegnando le dimissioni. Continuerò a essergli grato per la fiducia che ha avuto in me e per quello che mi ha insegnato. E mi dispiace che uno come lui, abituato a ben altro livello di contenuti e anche di polemiche, sia sceso a questi mezzucci da Wanna Marchi del tubo catodico, a questa cialtroneria di bassa lega. Ma sì, diciamocelo: lui che si riempie sempre più la bocca di alti valori e nobili ideali, ha tentato una truffetta da Porta Portese, un triccheballacche da venditore di fumo che non gli fa onore. Peraltro, grazie alla bravura di Maurizio Belpietro, il trucchetto non gli è neppure venuto. E, mentre l’ex direttore del Giornale gli rinfacciava i suoi fallimenti pedopornografici, è rimasto lì, basito come un merluzzo e spaesato come un bimbo sorpreso con le mani nella marmellata. Le dico la verità? Più che rabbia, mi ha fatto venire malinconia. E ho pensato a quello che avrebbe detto il vero Gad, quello che ho conosciuto io, di un gesto così meschino.