Se Garibaldi ritorna a Quarto e trova mille... piccoli attori

Una vera e propria invasione dei palcoscenici dei teatri genovesi quella di Tegras, la rassegna di Teatro Educazione arrivata alla sua sesta edizione che vede impegnate trentadue scuole e milleduecento ragazzi in 28 spettacoli per tutto il mese di maggio. Cifre da capogiro che fanno capire il successo di un'iniziativa che ha preso sempre più spazio e sempre più ha entusiasmato maestre e alunni nel fare cultura in maniera diversa, usando il teatro come mezzo più interessante e divertente per apprendere e comunicare. I bambini delle elementari sono quelli più eccitati, e non sono certo da meno i loro genitori quando si accingono a vedere il prodotto finale dei loro piccoli. Dimostrazione di questo la mattinata di ieri davanti al Teatro degli Emiliani a Nervi che ha visto alle 9 del mattino protagonista la Scuola Elementare Fabrizi nella messa in scena di «È tornato...Giuseppe Garibaldi». Una mattinata cristallina dai colori accesi che indubbiamente ha infuso buon umore a tutti, grandi e piccini che a seguito di carezze, bacetti e, perché no, patte sul sederino di mamma e papà hanno trovato quel coraggio necessario per salire un'altra volta sul palco. Chi si esibiva era la 3a D, che ha voluto ricordare il 150esimo dell'unità d'Italia a modo suo proponendo un Garibaldi che si ritrova proprio 150 dopo nel luogo dell'imbarco dei Mille. Tutto azzurro all'interno del bel teatrino degli Emiliani, poltrone e sipario, che quando si apre fa vedere sul fondale la proiezione di una diapositiva del Monumento dei Mille a Quarto. Ed ecco che arriva lui, Garibaldi, vestito di tutto punto proprio con la giubba rossa, il cappello rosso e tanto di barba e baffi, malgrado gli otto anni di età. Un grande applauso da parte del pubblico per il piccolo Federico Schizzi, che se lo merita davvero non solo per il suo aspetto ma anche per l'abilità con cui conduce il gioco del suo ruolo. La storia è divertente e, come spiega la maestra Adriana Benvenuto, altro non è che un sogno fantastico. Garibaldi è tornato a Genova forse trasportato dalla macchina del tempo, ma chi lo riconosce più. Una signora a cui si avvicina lo prende per un venditore ambulante e allontanandosi in tutta fretta gli dice: non ho bisogno di niente, grazie. E quando l'eroe chiede informazioni su dove sia lo scoglio da quale sono partiti i Mille, si trova un piccolo Yuppie, il biondissimo Federico Lussana, che quasi scandalizzato gli fa notare come mai non si serve del navigatore satellitare per trovare il posto che cerca. Lo stesso accade quando entra in un bar di zona in cui qualcuno dice agli altri: «Attenti al portafogli, girano tipi strani». Insomma Garibaldi ai giorni d'oggi sembra non se lo fili nessuno fino a che è proprio un gruppo di bambini a riconoscere l'eroe e a ringraziarlo per quello che ha fatto per la nostra patria. Lo spettacolo si chiude così con l'esecuzione integrale da parte della classe intera dell'inno di Mameli che indubbiamente commuove il pubblico di genitori e non. Al termine la maestra ci tiene a dire che per provare lo spettacolo sono stati usati i tempi della ricreazione proprio per non togliere nulla alle ore di didattica tradizionale. «Il teatro per loro deve essere divertimento e non va inteso come materia scolastica. Abbiamo iniziato a lavorare sullo spettacolo da marzo scegliendo di presentare Garibaldi come personaggio lasciando un po' a parte il contesto storico. Ogni bambino si è scelto liberamente la sua parte senza contrasti e con tanta voglia di fare».
Una mamma intervistata ha esternato la sua emozione nel vedere il figlio che in questa occasione è riuscito a fare qualcosa completamente da solo. Una nonna ha dichiarato il suo entusiasmo verso il nuovo modo di fare scuola con manifestazioni del genere che esulano dalle solite materie scolastiche. Insomma far teatro fa bene, è bello, e piace a tutti. Evviva Tegras.