Se un giornale ha una notizia la deve pubblicare

Solidarietà a Sircana, anzitutto e in ogni caso. Ma solidarietà anche a Maurizio Belpietro, oggetto di attacchi ingiustificati e richieste di censura inaccettabili. Il direttore del Giornale ha fatto il suo dovere: ha avuto una notizia scottante e l'ha pubblicata. I suoi critici vorrebbero che si stampasse soltanto la notizia che il cane morde l'uomo: che la valletta si dona, a pagamento, al suo commendatore; ma non la notizia che l'uomo morde il cane: che il commendatore, in questo caso, frequenta il trans. Si dice: ma è tutto falso; oppure: non c'è reato; e ancora: la vittima finisce alla gogna. Ma guarda un po', ve ne accorgete solo oggi? L’Italia è una Repubblica giustizialista fondata sulle intercettazioni, lo sappiamo, no? La Procura di Vattelapesca è specializzata in intercettazioni sotto la cintura, lo sappiamo no? È legale? Par di sì, perché la legge non punisce né chi intercetta né chi pubblica le intercettazioni. E nessuna Procura ha mai punito chi le distribuisce illegalmente ai giornalisti. E allora che deve fare un direttore di giornale? L'unica scelta che ha è quella fra l'illegalità formale e l'omertà sostanziale, e se a qualcuno piace la seconda faccia pure. Avremo meno libertà di stampa e più ricatti di Palazzo. Il rimedio c'è, ed è semplice, anche se nessun Parlamento sembra in grado di adottarlo. Limitare le intercettazioni solo ai reati più gravi e di alta pericolosità sociale, limitare il numero delle intercettazioni, limitare il numero degli intercettati. Ma le Procure si oppongono, perché questa limitazione comporterebbe il ritorno al faticoso lavoro dell'indagine e dell'ingegno. Ci sarebbe da lavorare. E si farebbe carriera per merito, non per anzianità e intercettazioni. E gogne mediatiche.
Marco Taradash