Se il gomito rotto fa scoprire a Bossi che il fumo può fare male

Non c’è modo migliore che picchiarci il naso. Umberto Bossi all’alba dei suoi primi 70 anni ha scoperto che il fumo fa male. Chiamatelo segno del destino. La caduta avvenuta nottetempo tra mercoledì e giovedì nella sua casa di Gemonio, seguita dalla visita all’ospedale di Cittiglio con conseguente steccatura e immobilizzazione del gomito sinistro, sembra aver ricondotto il Senatùr a più miti consigli. La notizia la dà Roberto Maroni alla platea del Meeting di Rimini. L’ansia dei primi minuti dopo l’impatto con il pavimento è sparita. «Il capo è in forma e scherza già» dice il ministro dell’Interno. Sarebbe inciampato proprio cercando di prendere una scatola degli inseparabili sigari. Da qui la maturata convinzione che «il fumo fa male». Già anticipata all’inizio di agosto quando il Senatùr propose l’aumento dell’accise sui tabacchi, piuttosto dell’eliminazione dei ticket sanitari. «È un viziaccio - profetizzò allora - Ma di qualcosa bisogna pur morire». La stecca al gomito magari servirà da promemoria.
Dalla cerchia dei familiari passa lo stesso messaggio. Minimizzare. Niente intervento al gomito fratturato e infrazione ossea che viene definita lieve. Ai rapporti con la stampa pensa il Trota, che guizza tra taccuini e telecamere al posto del padre. «Papà ha bisogno di qualche giorno di riposo - spiega Renzo Bossi da Camogli, dove sostituisce il genitore in comizio - Più che altro è obbligato da noi, anche perché lui avrebbe voluto fare un comizio già ieri sera».
Niente gita nel Tigullio, dunque, e il Senatùr manda in bianco pure gli organizzatori della festa agricola della montagna a Laveno, a due passi da Gemonio. Dove però, nella serata di mercoledì, si era fatto intravedere per qualche minuto ai tavolini del bar Bellevue, affacciato sul lago Maggiore. E quasi a smentire Maroni, lì i curiosi riferiscono che qualche boccata di Antico Toscano («Ho scelto questi dopo 40 anni di Malrboro») Bossi l’abbia data, tra una coca e un caffè.
Qualche puntata in pubblico, ma niente impegni ufficiali. Anche se la valigia è pronta, in macchina, nel baule. Forse per una presenza (ancora in dubbio) al comizio di Diano Marina di stasera. Sicuramente per l’incontro di lunedì prossimo con Silvio Berlusconi. Per l’accordo risolutivo che porterà alla versione definitiva della manovra.
RBon