Se Guzzanti si ricorda d’imitare Walter

Alzi la mano chi non ha sorriso di fronte alle strepitose imitazioni di Rutelli e Prodi cesellate negli anni da Corrado Guzzanti? In pochi ricordano, invece, il Veltroni parodiato dallo stesso nell'ormai lontano 2001, sempre su Raitre, ma per poche puntate. Vi si vedeva il futuro Mayor alle prese con l'imminente sconfitta elettorale del centrosinistra. Con acuta perfidia, Guzzanti impersonava un Veltroni con voce vagamente morettiana seduto sotto un cartellone con la scritta: «Verso le elezioni del 2006». Dando per bollita la candidatura Rutelli, il politico più amato dai cineasti preparava la rivincita immaginando bizzarre alternative. E tutti gli dicevano di no: i Fichi d'India, Topolino, Flash Gordon, specialmente Leonardo DiCaprio, restio, dopo Titanic, «a specializzarsi nella parte di quello che affonda».
Be', il caso ha voluto che Veltroni portasse in tournée a Tor Bella Monaca un cresciuto DiCaprio poche ore prima che Guzzanti presentasse alla Festa il suo Fascisti su Marte. La coincidenza avrebbe convinto l'attore-trasformista a ritirar fuori dal cassetto lo sketch sul sindaco cinefilo, magari aggiornato ai fasti della Festa, sempre che Raitre trovi uno spazio per quei ragazzacci satirici nell'era del secondo governo Prodi. Magari il sindaco potrebbe ritrovare il sorriso, dopo le asprezze e i dolori di queste ultime ore. Dovevano essere nove giorni di cinema & circenses, invece sin dalla pre-apertura all'Opera, funestata dalla morte di Pontecorvo, un corvaccio sembra aver preso di mira l'agognata kermesse. Per non dire della stampa, anzi di La Stampa, che con sabauda acribìa s'è divertita a fare le pulci a tutta l'operazione, sotto il titolo: «Benvenuti a Veltronia. Rinascimento de' noantri». Scriveva Giancarlo Dotto sul filo del paradosso: «Siamo tutti amici di Walter o prossimi a diventarlo. L'ossessivo che è in lui deve tutto sanare o controllare. Leggendari i suoi sudori freddi. Anche le coliche hanno le ore contate a Veltronia». E già.