«Se hai avvocati buoni, esci di galera»

da Milano

Un problema, la sicurezza. Ma non per tutti. Per un terrorista - o presunto tale - è un’opportunità. Perché l’Italia «è il paese dei Balocchi» e ha «un governo di merda che cambia idea dieci volte», ma «se hai avvocati buoni poi esci di galera», e al limite «uno deve solo avere un po’ di pazienza», che «c’è la Cassazione» così «uno regolarizza le sue cose e poi sta qui», e - al limite - «poi viene l’indulto». Tutto facile. Così parlano, al telefono. Conversazioni tra gli islamici arrestati ieri, e contenute nelle 387 pagine di ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip di Milano Giuseppe Gennari. E il quadro è quello di un sistema permeabile alla delinquenza e di leggi ipergarantiste, nel quale «l’estremismo religioso - scrive il giudice - può godere a piene mani dei benefici della democrazia».
IL PAESE DEI BALOCCHI
La conversazione è del 18 dicembre scorso. Sono le 14 e 28. Si discute sui rischi di finire in carcere. Rischi limitati. («U», utente).
U: «In galera ti fanno un culo così se ti becchi 10, 15 anni. Ma qua la legge è di un cazzo... Se hai avvocati buoni e fai questo e quell’altro e qui è il paese dei balocchi... Stai lì e poi esci, ho visto gente che viene arrestata con centinaia di chili (di droga, ndr) e dopo è già fuori, agli arresti domiciliari».
DOCUMENTI FACILI
Le 3 e mezzo del 15 novembre 2007. È importante tenere la fedina penale pulita. Ma a tutto c’è rimedio.
U: «Sappi che se stavolta ti prendono non vai al centro (il cpt, ndr), vai al carcere e il carcere è duro. Tu sei stato bravo fino adesso non hai sporcato la tua fedina penale, così puoi fare i documenti qua, lo sai questo governo di merda che ogni 15 giorni cambiano legge, perché questo governo cambia idea 10 volte... ».
CAVILLI E CODICI
«Francamente - scrive il gip -, fermo restando l’insopprimibile diritto dei “fratelli” di ricorrere a tutte le garanzie che la legge gli accorda, provoca un singolare “effetto” osservare come individui già condannati per fatti connessi al terrorismo islamico e il cui disprezzo verso la cultura occidentale e “infedele” si è acuito nel corso degli anni, utilizzino a piene mani strumenti tipici degli Stati di diritto e di cui certo nessuno disporrebbe a parti invertite nella loro agognata repubblica islamica». Inoltre, due degli arrestati «ottengono chiaramente assistenza legale» da un avvocato «in cambio di procacciamento di altri clienti». In effetti, i «fratelli» conoscono la legge. E la conoscono bene. («U», utente, «I», interlocutore). Telefonata del 1° maggio 2007.
U: «La Corte europea ha già bloccato l’espulsione a due persone. Uno dei due è considerato il capo del terrorismo in Italia. È stato uno dei primi a essere arrestato, ed è ancora in galera. Dicono che è un soggetto pericoloso».
I: «Si, come al solito».
U: «Quando la Corte europea ha constatato quello che è successo a C. F. in Tunisia, hanno deciso di bloccare le espulsioni».
I: «Noi non abbiamo nulla da perdere, dobbiamo solo presentare una richiesta alla Corte europea».
U: «A lui volevano fare l’espulsione, per fortuna questa organizzazione lo ha aiutato, sono andati a trovarlo in Corelli e hanno fatto la richiesta dell’asilo politico».
SANTA CASSAZIONE
24 ottobre 2007, le 15.06.
U: «Anche tu sei in Italia, non ti trovi in un paese civilizzato, un paese dove c’è la libertà, tu sei in Italia».
I: «Uno deve avere solo pazienza, presso la Cassazione hai capito? Uno regolarizza le sue cose e sta qui».
E se non è la Suprema corte, non tutto è perduto.
U: «Adesso uno aspetta la Cassazione hai capito? E poi viene l’indulto».
MALEDETTI MAGISTRATI
Anno 2006, 30 dicembre. Tema, i magistrati che indagano sul terrorismo di matrice islamica.
U: «Dambruoso, Ramondini, sono figli di cane. Io gli ho sputato sulle loro facce, vogliono condannarmi, sono nemici di Dio quelli, sono malefici, soprattutto Dambruoso».
I: «Lui ha preso una malattia»
U: «Glielo auguro, ma sarebbe più bello se uno gli tira di qua "tak tak" (imita il colpo di pistola, ndr). Giuro, al posto del cuore hanno un pezzo di legno, maledetti la loro madre e il loro padre, creano dei processi di fantasia. Dambruoso è un nemico di Dio, è un malvagio».
Non sfugge un commento sul giudice Clementina Forleo, che aveva assolto alcuni «fratelli» perché «guerriglieri» e non «terroristi», mentre la corte d’appello di Milano ribalta il verdetto. E li condanna.
U: «Non so cosa dire, hanno pronunciato condanne una diversa dall’altra».
I: «Dio, è una ingiustizia».
U: «Pure il giudice donna diceva che era una cosa strana. Hanno fatto parlare Forleo (alla televisione, ndr), hai capito?».
I: «Dio sarà più grande di loro».
CARCERE E PROSELITISMO
Nonostante le falle e le vie d’uscita che il paese dei Balocchi concede, non sempre è possibile evitare la galera. In quel caso, sottolinea Gennari, «la detenzione è benefica occasione di approfondimento dottrinario e proselitismo operoso».
U: «Il carcere non è stato un fallimento per noi, al contrario. Io ho conosciuto parecchi fratelli entrati per droga, e in carcere sono divenuti molto religiosi, hanno imparato bene i concetti del Corano, si sono indottrinati della fede e della sharia islamica».
I. «Se il carcere è così, ben venga, l’importante è che ti lasciano tenere le lezioni, che ti lasciano il Corano».