Se i 4 elementi sfidano le matite degli illustratori

Marta Bravi

Che cosa hanno in comune aria, acqua, terra e fuoco, i quattro elementi primordiali e i big dell’illustrazione? Allo Spazio Crapapelada, via Savona 12, sono in mostra le tavole di Sergio Toppi, Ivo Milazzo, Josè Munoz e Roberto Cattivelli, giovane illustratore esordiente. Sedici disegni, quattro per autore, per dare veste grafica a un portfolio di sole 250 copie ed esistenza visiva a ciò che i primi filosofi consideravano il principio di tutte le cose. Ma che senso ha interrogarsi sui quattro elementi 2600 anni dopo, proprio adesso che l’uomo ha la pretesa di conoscere la Natura nel suo intimo più profondo?
Eduardo Simone, curatore della mostra e responsabile editoriale delle «Edizioni Crapapelada Milano», risponde: «In un periodo in cui il denaro è il metro di misura, in una società dominata dalla logica dell’interesse, in cui contano solo i numeri, noi riteniamo che sia importante fare riferimento a qualcosa di più elementare. Aria, acqua, terra e fuoco sono fondamentali, non dovrebbero essere sprecati né sporcati, ma, al contrario, recuperati nella loro purezza originaria».
Lo Spazio Crapapelada organizza circa sei mostre l’anno di illustratori e fumettisti, cui viene dato un tema da sviluppare e dei testi di riferimento. Filo rosso della mostra sono i quattro elementi, che sono stati messi a tema dagli artisti attraverso l’illustrazione di testi loro proposti dai curatori sulla base dello stile, delle inclinazioni e del percorso artistico di ciascuno. Così Ivo Milazzo, il papà di Ken Parker, ha illustrato ad acquarello i canti degli Indiani d’America, a Sergio Toppi «è sembrato naturale assegnare dei miti greci, proprio per la sua straordinaria abilità di evocare una storia con un tratto», come racconta Simone, mentre il giovane esordiente Roberto Cattivelli si è misurato con le poesie di autori moderni come Nietzsche, Baudelaire e Hugo.
Diverso il discorso per Josè Munoz, creatore dell’investigatore Alack Sinner, che ha scritto un brevissimo testo «Amniotica argentina», per raccontare le fasi di una dolorosa vicenda personale, trasfigurata attraverso gli elementi riletti in chiave astratta.
La mostra, ingresso libero, è visitabile fino al 19 novembre (dal martedì al sabato, 10-13 e 15-20), quando sarà presente l’attore Marco Brancato, che leggerà i testi che hanno ispirato queste «mitiche» tavole.