Se i ciechi aiutano a scoprire i sensi del mondo senza luce

«Spogliarsi» del quotidiano per immergersi nel buio assoluto. È questa la prima regola imposta dallo staff di «Dialogo nel Buio» il percorso multisensoriale, che si svolge in totale assenza di luce accompagnati da guide non vedenti, proposto a Genova dall'Istituto David Chiossone, a partire da oggi fino al primo luglio in piazza Caricamento. Un modo nuovo di «vedere», quello provato ieri mattina, dove l'emozione, la curiosità, la mancanza di riferimenti e l'utilizzo di altri sensi, fanno da padroni. «È questo obiettivo che intendiamo raggiungere - spiegano Eugenio Saltarel e Mario Tambuscio a capo dell'Unione italiana ciechi di Genova e della Liguria -. Cecità non vuol dire tristezza, sofferenza, esclusione, ma ricchezza di sensazioni che vengono percepite attraverso gli altri sensi. Oltre alla riscoperta della multisensorialità c'è la dimensione del confronto, del dialogo, del rapporto con la guida, una persona che ha imparato a vivere, muoversi, agire senza utilizzare la vista». Ed è proprio Gloria, una delle guide che accoglierà i visitatori, l'asse portante del percorso condiviso. La sua voce calda e rassicurante, ha permesso al gruppo di rompere il ghiaccio invitandoci ad ascoltare rumori, a toccare, a esplorare e soprattutto a capire, senza l'ausilio della vista, spazi e contenuti. Riuscire difatti, una volta varcato l'ingresso, a capire di trovarsi all'interno di un giardino, in una strada, in piazza, in una casa e al bar, non è cosa facile. Bisogna affidarsi esclusivamente ai sensi del tatto, dell'udito, dell'olfatto e del gusto. E nel buio il rapporto tra chi vede e chi non vede è alla pari. I gruppi (al massimo sette persone) potranno così scoprire nuove dimensioni come ad esempio al bar dove le guide inviteranno i visitatori a dialogare e a mangiare qualcosa e a pagare (pochi spiccioli). Una vera e propria sfida, dove il buio che all'inizio disorienta, permette di scoprire non una realtà differente, piuttosto una riscoperta, con modalità diverse di un mondo che già conosciamo. A confermarlo è Edoardo Garrone presidente del Gruppo Erg, partner del progetto: «per comprendere pienamente il significato di questo progetto, segnalato a mio padre da Gian Marco Moratti, ho voluto viverlo in prima persona e ho sperimentato che, dopo un iniziale senso di disorientamento, pur continuando a non vedere iniziavo a percepire gli ambienti e le loro caratteristiche, costruendo un nuovo sistema di coordinate che mi consentivano di proseguire nella conoscenza. Una vera e propria terapia - ha aggiunto - contro la paura del diverso e un'importante occasione per valorizzare, sostenere e diffondere una cultura sociale basata sulla comprensione e sull'integrazione». Soddisfazione per «Dialogo nel Buio» - nato grazie alla collaborazione con l'Unione italiana ciechi e l'Istituto dei ciechi di Milano e alla partecipazione delle istituzioni locali e a società quali la Kraft Foods Italia, Ansaldo Energia, gruppo Sogegross e Basko - è stata espressa anche dal vicesindaco Paolo Pissarello e dall'assessore comunale alla Cultura Andrea Ranieri che hanno parlato di «esperienza straordinaria inserita all'interno di una società oramai bombardata di sole immagini». Per informazioni telefono: 010.8342423; dialogonelbuio@chiossone.it e www.chiossone.it.