Se i deliri di una soubrette diventano prove d’accusa

Dunque, se ho capito bene le ultime rivelazioni di Sara Tommasi, by Procura di Napoli, la situazione è questa: Obama voleva che Ronaldinho giocasse titolare nel Milan (esterno o mezzapunta? Per il momento non è dato sapere) e dalla posizione in campo del brasiliano la Casa Bianca faceva dipendere la posizione del nostro Paese nel consesso dei Grandi. Ronaldinho o no, comunque, l’Italia è «incapace di ascoltare i segnali del Mondo» (rivolgersi ad Amplifon?). Ma non bisogna disperare: il governo americano saprà ridare lustro al governo nostrano attraverso le «dieci regole di Harvard» mentre Lele Mora «fa mettere cose nei bicchieri». Tutto chiaro? Abbastanza, delirio a parte. Se con la prossima puntata di intercettazioni, potremo sapere la verità di Sara Tommasi su: a) Putin, la Russia e gol di Pato; b) Gheddafi, il ruolo di Thiago Silva e i problemi d’udito del mondo; c) le dieci regole di Oxford, gli esatti dosaggi dei drink di Mora e le ricette di Cotto&mangiato; ebbene, allora l’inchiesta si potrebbe dire conclusa. E potrebbe andare direttamente in scena. Al Bagaglino, però.
Ragazzi, non si scherza. Stavolta la Procura di Napoli ha in mano prove pazzesche. Anzi, più che pazzesche: pazze. Grazie alla divulgazione degli sms che la showgirl Sara Tommasi distribuiva con la sua nota generosità a tutt’Italia, isole e ministri compresi, abbiamo capito infatti che l’attacco dei pm a Berlusconi questa volta si fonda su basi solidissime. Solide come una camicia di forza, per l’appunto: l’esclusione di Ronaldinho (affettuosamente detto «Ron») dal Milan (affettuosamente detta «squadra di m.»), le preferenze della Casa Bianca per il 4-3-3 o per il 4-4-2, le dieci regole di Harvard, i segnali del mondo, forse anche i segnali degli alieni (ma per avere la certezza bisogna aspettare la prossima puntata) e infine «i conti dello psicologo» (che a giudicare dalle parole, saranno piuttosto salati). E nessuno provi a sorridere perché «la politica è una cosa davvero seria». Eccome no: quando si fonda sulle parole di Sara Tommasi la politica è davvero una cosa seria. Come le inchieste giudiziarie.
Un’inchiesta giudiziaria seria, si capisce, è quella che fa trapelare (salvo poi indignarsi e aprire inchiesta sulla «fuga di notizie») paginate e paginate di intercettazioni di una persona che non risulta nemmeno indagata, che parla e scrive sms a persone non indagate, tirando in ballo altre persone neppure loro indagate. Un filotto d’insensato nulla, praticamente. Nessuno ha capito bene perché si intercetti, nessuno ha capito bene quale sia il reato (a parte la presunta passione di Obama per Ronaldinho), nessuno ha capito perché si debbano far conoscere al mondo i non lucidissimi pensieri della signorina Tommasi, ma nel frattempo gli schizzi di allucinata cacca raggiungono chiunque senza distinzione: Marina Berlusconi, Pier Silvio Berlusconi, Paolo Berlusconi, Gheddafi, il calciatore Quagliarella, il cantante Gigi D’Alessio, Fabrizio Del Noce, Licia Ronzulli, Massimo Giletti, Ignazio La Russa, suo figlio Geronimo… Ci mancano il Dalai Lama, Leo Messi e Placido Domingo e poi il cast sarebbe completo. Aspettiamo la prossima puntata.
Come le farneticazioni notturne di Sara Tommasi possano poi essere davvero utili all’inchiesta, è davvero difficile dire. Avete letto gli sms spediti a Berlusconi? A stretto giro, dice: «Bacio grande», «Spero ke krepi», «Amore», «Vergognati». Il tutto senza ricevere risposta. E siccome non riceve risposta, allora si rivolge alla mamma e dice: «Berlusconi mi perseguita». Bah. Che la ragazza sia piuttosto instabile, per altro, lo rivelano anche le interviste di ieri. Al Fatto, dopo aver sproloquiato sulla «decapitazione» (?!) di Mussolini, dichiara piena fiducia in Fabrizio Del Noce («forse un fidanzato». Forse): «Solo lui può salvarmi da questo casino». E poi, da Dubai, dice all’Ansa: «Berlusconi mi ha deluso». Sarà ancora per via di Ronaldinho?
Per l’amor del cielo, non vorremmo infierire su una giovane in evidente stato confusionale. Ma vi pare possibile che una Procura, nell’ansia di infangare Berlusconi e tutta la sua famiglia, non si fermi neppure davanti ai deliri? Possibile che non abbia nemmeno quel po’ di assennatezza per distinguere un ipotetico fatto da un’ipotetica fatta? È possibile che l’odio contro il Cavaliere e i suoi cari arrivi a tal punto da trasformare in atti giudiziari le allucinazioni di un’ex concorrente dell’Isola dei famosi che pontifica alla membro di segugio su Obama, Ronaldinho, le dieci regole di Harvard, Gigi D’Alessio, Quagliarella e i grandi del mondo, nell’attesa di farsi salvare dal suo «forse fidanzato» Fabrizio Del Noce? Sara Tommasi (strano ma vero) è laureata alla Bocconi: negli anni scorsi, conquistò qualche copertina osé sventolando il proprio diploma in economia. Ecco: fossimo al posto della Bocconi oggi ci vergogneremmo un po’. Ma fossimo al posto di chi ha laureato i pm di Napoli, beh, allora ci vergogneremmo assai di più.