Se i Democratici liguri cancellano Renzi persino dai comunicati

Perchè il Pd ligure (non solo ligure, vabbè, ma noi ce ne occupiamo pro quota), ha così tanta paura di Matteo Renzi?
La domanda è di quelle così importanti - importanti anche per capire perchè Genova e la Liguria sono così arretrate rispetto a un Paese davvero civile e liberale, degno di questo nome - che merita una seconda puntata. Certo dopo una settimana in cui, ovviamente, ci siamo occupati d’altro.
Ne hanno talmente paura da avere persino paura di nominarlo. Tranne Marco Doria, che certo non è un seguace delle teorie economiche di Matteo Renzi, ma fra i candidati alle primarie del centrosinistra genovese è quello più nuovo e se non rivoluzionario, almeno discontinuo rispetto ai soliti nomi. Anche la scorsa settimana a Shangai, la nuova trasmissione politica di Primocanale, bastava guardare le facce e sentire i toni con cui ne parlavano gli ospiti del Pd, a partire dall’assessore Mario Margini, per capire che i Democratici liguri con Renzi non hanno niente a che spartire.
Ma, nel caso non fosse abbastanza chiaro, per capire tutto questo, basta anche raccontare un piccolissimo episodio che spiega davvero molto. Lo scorso anno, Matteo Renzi è venuto in Comune a Genova, a Palazzo Tursi, a presentare il suo libro Fuori. E, solitamente, appena si muove chiunque, arrivano sul nostro tavolo comunicati trionfali su carta intestata del Pd e del Comune di Genova. Di solito, non serve un segretario di partito, basta anche solo un viceresponsabile degli Esteri, un sottocapo dell’Antimafia, una terza fila dell’ex comitato centrale per meritarsi il comunicato del Pd. Per Renzi, invece, no.
E, come il Pd (e, colpevolmente, pure la Rizzoli, che del libro è l’editrice), a Genova anche il Comune ha oscurato la notizia dell’incontro a Tursi. Eppure, vi assicuro che la squadra guidata dall’ottima portavoce di Marta Vincenzi Simonetta Menini - una che sa davvero essere istituzionale e non di parte e non discrimina mai il Giornale, frizzante come i suoi completini sempre strizzati e rigorosamente microgonnati, potendoselo permettere - non risparmiano carta e inchiostro su nulla.
Tanto per dire, nei giorni scorsi, ci hanno mandato addirittura tre volte il comunicato in cui informavano che nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, il covo renziano di primavera, c’era la presentazione del libro dell’ex direttrice del Tg3 Daniela Brancati Occhi di maschio. Le donne e la televisione in Italia. Una storia dal 1954 ad oggi, con l’autrice, il sindaco Marta Vincenzi, la consigliera di parità Valeria Maione e Eliana Miraglia, collega che guida molto bene e con equilibrio la redazione del tigì regionale. (...)