Se i moderati si suicidano a Sampierdarena

(...) Succede che, da un lato, il Popolo della Libertà indica come candidato presidente Roberto Cifarelli, leader regionale dell’Udeur mastelliana, che ha un grande merito: quello di essere stato uno dei consiglieri eletti nel Pd che ha abbandonato la coalizione di centrosinistra ed è stato decisivo per far cadere il municipio Centro-Ovest. Per di più, Cifarelli, una volta fatta la scelta di campo, non si è comportato come i personaggi in cerca d’autore che spesso vagano da un partito all’altro, ma è stato sempre leale con il Pdl. Insomma, sarebbe un buon candidato.
Però, legittimamente, il nome di Cifarelli non è gradito a tutti. E, a far storcere il naso è proprio la sua provenienza da sinistra, che certo non è la migliore credenziale per chi vuole fare campagna elettorale con l’argomento della rottura totale con la politica di sinistra, e in particolare la sua amicizia con Mastella.
Personalmente, penso che Mastella sia meglio di tanti altri e che identificare Mastella come l’emblema della partitocrazia sia una grandissima sciocchezza. Però, sta di fatto che Mastella ha quell’immagine lì e che quindi dei problemi ci sono. Tanto che la Lega ha scelto di correre in solitaria, non riconoscendosi in questa candidatura e proponendo Bruno Ravera, storico fondatore dell’Union Ligure. E anche qui non è proprio un nome nuovo.
Non basta. C’è pure un altro problema. Il Pdl, sbagliando, ha messo in disparte Fabio Costa, candidato la scorsa volta e uomo dal carattere certamente ruvido e forse un po’ troppo fumantino, che ama talmente la politica e la battaglia politica da eccedere a volte nelle manifestazioni e nelle esternazioni. Ma, altrettanto certamente, Fabio Costa è uno che ha avuto un ruolo decisivo nella caduta del fortino di sinistra ed è uno che non tira mai indietro la gamba quando c’è da combattere. Quindi, è sbagliato metterlo in un angolo. Tanto più che, per l’appunto, gli altri non stanno a guardare: la sinistra lo corteggia, la Lega è pronta ad apparentarsi con una sua lista.
Insomma, stiamo assistendo a un pasticcio. In cui, alla fine, al di là delle piccole convenienze, a guadagnarci rischia di essere solo la sinistra che può fare filotto: vincere il municipio Centro-Ovest, approfittando della doppia candidatura nel centrodestra, e continuare a governare Sampierdarena e San Teodoro, come ha sempre fatto. Fra l’altro, alcuni degli esponenti più rappresentativi del Pd ligure vengono proprio da lì: Lorenzo Basso, giovane, capace ed educato segretario regionale (che peraltro potrebbe evitare le manifestazioni girotondine, che non rispecchiano nemmeno la sua storia) è stato a lungo consigliere circoscrizionale proprio lì; Roberta Pinotti, senatrice e esponente di punta della minoranza franceschiniana, oltre che maestra di eleganza, era iscritta lì; alcuni esponenti storici dello staff di Claudio Burlando erano consiglieri lì. Insomma, non siamo in un posto qualunque.
Ma, oltre alla battaglia, importantissima, per Sampierdarena e San Teodoro, Pdl e Lega rischiano di perderne altre due: da un lato, quella per la Regione, dove ogni voto è importantissimo ed una coalizione che lo stesso giorno corre unita per Biasotti e divisa per Sampierdarena potrebbe disorientare molti elettori. Dall’altro, quella per il Comune dove, perso il grimaldello Centro-Ovest, si rischiano di perdere anche le chiavi di Tursi.
Nessuno, poi, dica che non lo sapeva.