Se i parenti diventano «scomodi»

Reduce dal successo di tre anni di tournée sul territorio nazionale, duecentocinquanta repliche e centoventimila spettatori, torna nella storica sede ristrutturata al Teatro Parenti di Io, l’erede, che nell’edizione curata da Andrée Ruth Shammah con Geppy Gliejeses accoppia un disincanto quasi pirandelliano a una serie di critiche del costume dagli effetti comici irresistibili, per aprirsi a una riflessione, che è anche dichiarazione d’amore: la necessità di rivendicare un’idea di teatro che quei grandi modelli hanno incarnato.
La commedia prende di mira quello che oggi chiameremmo «buonismo», svelando l’ipocrisia di un’intera famiglia, i Selciano, che ha fatto della pratica della beneficenza e dell’ostentazione della bontà la propria ragione di vita.
In un universo popolato di truffatori, profittatori, ingrati e falsi bisognosi, trova uno spazio particolare il figlio di Prospero Ribera, che rivendica lucidamente, come suo patrimonio affettivo, l’eredità di una famiglia della buona borghesia che, con la sua beneficenza, ha nascosto nell’armadio tutte le bassezze e i piccoli tradimenti, peccati pericolosi che, grazie al diario segreto del padre, sono finiti nelle mani di Ludovico il quale ha saputo farne buon uso per quella che sarà la sua eredità.
Spiega la Shammah: «Quando un regista riprende in mano a distanza di tempo uno spettacolo che ha messo in scena con successo, c’è uno sdoppiamento di sentimenti tra il vecchio e il nuovo, tra oggi ed allora. Dieci anni fa era il tema dell’eredità a stimolare chiavi di lettura e linee di interpretazione, facendo ricorso a una sapienza teatrale acquisita attraverso gli affetti. La sfida era dimostrare lo spessore drammaturgico di Eduardo nel solco degli autori più disillusi del Novecento. Oggi nasce una coproduzione e, nel nome di De Filippo, due universi teatrali diversi e paralleli si uniscono. C’è una compagnia composta prevalentemente da attori napoletani e la sfida è di rappresentare un Eduardo “altro”, di ribadirne la grandezza assoluta dentro la “napoletanità”, trovando un linguaggio teatrale adeguato alla severità morale di questa commedia».
Io, l’erede
Teatro Franco Parenti,
via Pier Lombardo 14
fino al 20 aprile
Tel. 02-599944700