Se John Wayne non va a cavallo e Humphrey Bogart odia il fumo

Massimo Bertarelli

Allora è vero, anche se sembra una barzelletta: il comandante Kirk, al secolo William Shatner, che almeno nella finzione avrà fatto diecimila volte il tragitto Terra-Luna, ha paura di volare nello spazio. Mai fidarsi dunque delle apparenze, secondo un vecchio adagio sempre di moda. Vuoi vedere che John Wayne, più fedele alla sella che alla moglie, non sapeva andare a cavallo? E che Clint Eastwood, uno che sullo schermo ne avrà fatti secchi minimo un centinaio, ancora oggi si tappa le orecchie appena sente un colpo di pistola? Meglio non indagare troppo sul passato più o meno recente dei nostri eroi. Altrimenti potremmo scoprire che l’Humphrey Bogart delle cento sigarette a film detestava il fumo o che la mangiatrice di uomini Marilyn Monroe sognava di entrare in convento, seguendo l’esempio della madre superiora Brigitte Bardot. Oppure che Johnny Weismuller, il più celebre Tarzan della storia, aveva dieci in condotta e due in ginnastica. Sophia Loren? Sembra sia stata scartata al primo provino: troppo piatta per una commedia in costume (da bagno). Totò? Sarebbe stato pregato di ripassare, quella faccia sghemba non era adatta a un film comico.
Scavando nei paradossi cinematografici e televisivi, ecco il fioretto di Vittorio De Sica: piuttosto che mettere piede in un casinò, mi sposo. O viceversa. Il giuramento di Alberto Sordi: non fatemi interpretare la parte di un vigliacco, altrimenti cambio mestiere. La dichiarazione di Gina Lollobrigida dopo l’ultimo ciak di Pane, amore e fantasia (1953): tempo un paio di mesi nessuno mi chiamerà più la Bersagliera. Maria De Filippi non ha più versato una lacrima dopo la prima comunione. Le gemelle Kessler l’hanno preteso già nel contratto: in coppia non balliamo e comunque, se proprio capitasse, ci esibiremo sempre in pantaloni. Paolo Villaggio ha messo le cose in chiaro fin dal lontano 1975: Fantozzi lo posso interpretare una volta, due al massimo, o il pubblico rischierà di confondermi con il personaggio. Dustin Hoffman e Danny De Vito non si parlano da quando, trent’anni fa, litigarono per la fascia di capitano dell’Hollywood Basket. Che alla fine toccò all’oriundo Don Lurio.