Se l’agenda del manager si ribella alla mail

La prima volta che vidi Luca era steso addormentato a pelle di leopardo sul pavimento di un appartamento troppo piccolo per ospitare sei ragazzi in vacanza. Barcellona non era ancora l’inflazionata meta delle italiche gite fuori porta in cerca di paella a buon prezzo da non digerire perché mangiata di sera.
L’ultima volta che ho visto Luca sarà stata più o meno la settimana scorsa. Tra la pelle di leopardo catalana e quel pranzo con famiglie e bambini e mogli al seguito sono trascorsi quasi vent’anni. In mezzo mai un incontro, una telefonata, forse e per caso giusto una mail.
Già, la mail. Luca all’epoca era un fresco laureato in materie molto tecnologiche e ora è un manager di successo in una grande azienda. Delle persone radunate per il compleanno di una persona cara, era l’unico che mi sarei aspettato di vedere asserragliato a difesa di un fortino ipertecnologico assieme alla persona cara che come tutti coloro che scoprono in età avanzata la tecnologia sembra che il Big Bang non sia questione di miliardi di anni fa ma del giorno in cui hanno acquistato l’iPad. «Luca, lo sai che lui vive vintage» ha infatti detto la persona cara indicandomi convinta di vedere l’amico di una vita imbracciare il fucile e seguirlo sul primo torrione per sparacchiare sull’uomo seppiato dentro. «Vive vintage?» ha domandato Luca. «Sì, perché lui...» e la persona cara ha spiegato più o meno che cosa significhi: che si può usare un telefonino incredibilmente solo per telefonare o che si può trovare un numero in rubrica più facilmente su quella tascabile che smanettando sul display. A quel punto aspettavo solo il momento in cui Luca avrebbe imbracciato il fucile che virtualmente la persona cara gli stava porgendo, ma Luca quel fucile neppure ha voluto toccare. «La mail» ha solo detto.
Già, la mail. Ha posato il bicchiere con un rosso d’annata e mi ha guardato: «Sono d’accordo con te. Pensa che mi sto imponendo di non inviare mail, solo il minimo necessario. Pensa che in Europa si scambiano 3,6 miliardi di mail al giorno, 560 milioni in Italia» ha detto. «Pensa che nelle aziende ogni dipendente spende un’ora per leggere, rispondere e cancellare; pensa che la media di mail giornaliere a persona è di 31 e pensa che solo la metà sono di lavoro. Hai idea di che cosa significhi in termini di perdita di tempo e... di produttività? La tecnologia non sempre snellisce e velocizza». Poi un sorriso: «Dimenticavo, la mia rubrica è una vecchia agenda tascabile e... molto ingiallita».