Se l’alga intossica le cozze comuniste

Nostalgia canaglia, quella delle Feste dell’Unità, per gli attuali eredi dei militanti komunisti duri e puri. Che si esercitavano, sì, nell’arte del realismo socialista e del centralismo democratico, ma sapevano anche esprimersi in succulente sagre della frisciolata solidale e della salsiccia partecipativa, della piadina marxiana e della cotenna nichilista. Per non parlare del tipico menù della «Settembrata», dove si trovavano sempre minestrone, patate e mortadella, rigorosamente, come cantava Gaber, etichettate di sinistra (a differenza di minestrina, puré e culatello, spocchiosamente di destra). Oggi, si sa, le cose sono un po’ cambiate, il komunismo ha perso la «k» e anche il resto del vocabolario, ma gli epigoni, per quanto sparuti, se hanno messo in soffitta le icone della bandiera rossa e del sol dell’avvenire, non ci stanno a rinunciare alla sagra. Al massimo variano il menù. Come fanno i compagni del Pdci, il Partito dei comunisti italiani della Spezia, capaci di organizzare in questo fine settimana, a Pitelli, l’«Agosto militante» a base di acciughe e cozze del golfo, e via abboffando. «Forse per qualcuno siamo dei nostalgici - spiegano in una nota appena diffusa il segretario regionale Enrico Vesco e quello provinciale Pierluigi Sommovigo, per conto degli organizzatori -, ma più semplicemente rimaniamo affezionati non solo alla falce e martello, ma anche all’appassionata militanza del vecchio Pci e all’ottima tradizione culinaria locale». Peccato che, nel frattempo, la Asl 5 abbia vietato per una settimana la raccolta e la commercializzazione dei mitili, ufficialmente «per colpa di un’alga che sprigiona sostanza tossica». In realtà, sospettano i duri e puri comunisti spezzini, c’è aria di boicottaggio: l’alga-killer, guarda un po’, è quella riscontrata solo nei vivai di sinistra. Più a destra del golfo, no, neanche un filo. Vuoi vedere che c’è lo zampino di Berlusconi?