Se l’amore e la carità si incontrano

PURCHÈ TU CAPISCA (Ita - 1995) di Mattia Zingirian, con Umberto Salemi, Paola Balbi - 60"

Andirivieni di formiche, l'anfratto in un muro, una voce: «gli uomini sono come queste formiche, pensano a portare la loro briciola. Non sanno se concorrono al bene comune o no. A loro importa solo della loro briciola». Segue un coro da chiesa (è il Gruppo Rinascimentale Genovese) ed un cabaret di paste. «Purchè tu capisca» è l'opera prima dell'allora ventisettenne genovese Matteo Zingirian («500!»), attualmente votato principalmente ai videoclip musicali. È anche sceneggiatore, direttore della fotografia, montatore, co-produttore e distributore regionale, interpreta la parte del direttore del coro ed addirittura scrive le musiche (è appassionato di canto gregoriano). Mira in alto, andando ad indagare su confini e punti di contatto tra carità e amore.
Due ragazzi cantano in un coro: Umberto (un dignitoso Umberto Salemi) moderatamente alternativo, volto meticcio e capelli lunghi, pare innamorato di Paola (l'inguardabile Paola Balbi), brava ragazza acqua e sapone poco arguta («Ma chi sono io per te?» - «Umberto!»), dotata di fidanzato inconsistente più grande. Lei va a studiare nella biblioteca dove lui ha un incarico, si fa accompagnare a casa (Villa Enna in Via della Sirena), fa qualche passeggiata con quello che vede come un'amico un pò sopra le righe. Lui non ha del tutto le idee chiare «Stai tranquilla non voglio concupirti (!!), voglio solo essere il tuo grande amico» e si sbatte per essere presente: per rientrare in tempo da Riomaggiore e vederla, scavalca le recinzioni della Via dell'Amore (allora chiusa) e facendosela di corsa riesce a prendere il treno a Manarola. Umberto è oltre, ha slanci verso il prossimo, riflessioni ed aperture che la ragazza non è in grado di cogliere. Le parla di carità («...la verità è che nel tuo cervello c'è posto solo per te stessa. È questa la vera carità, quando hai questo stesso fervore per chi ti sta vicino») e lei non capisce. Appare evidente una sostanza, un retroterra ed un'impostazione culturale cattolica che forse confonde involontariamente le acque, confermata anche nella forma da Umberto che prega, dalle inquadrature del crocifisso, dalle musiche, dai volti e dagli abiti, da spicchi dei dialoghi.
Forse la parola carità non è il termine più appropriato, forse il sottotitolo «Ama il prossimo tuo come una donna», poi non usato, sarebbe stato illuminante. Il breve monologo di uno sconosciuto ad una festa «allietata» da una canzone terribile (Janua) chiarisce: «Alla base di tutto c'è il concetto di amore universale. Se tutti amassimo gli altri come amiamo noi stessi il mondo sarebbe completamente diverso. Se ogni giorno ci occupassimo di offrire agli altri quelle piccole tenerezze che riserviamo per noi, avremmo milioni di persone intorno». Parla ad un muro. È un film dove le persone quasi non si toccano, nessuno si bacia, nemmeno Paola con il suo ragazzo. Il richiamo alla tragedia greca incombe e chiude i giochi, con il ragazzo che muore cadendo dalla Via dell'Amore alle Cinque Terre. Lei comincerà ad intuire qualcosa.
La storia breve (1552 metri in 16 mm) del factotum Zingirian funziona a tratti, con ingenuità e incongruenze tipiche delle opere prime ma anche una buona dose di coraggio, buona fede e creatività. Ha un difetto macroscopico: una protagonista totalmente inadeguata per un set cinematografico (avvierà dopo una carriera di attrice - si nota con controverso accento genovese in uno spot Rai per il canone ed appare come figurante in «Gangs og New York» di Scorsese). Il regista G. Robbiano fa una particina. Solita Lanterna a parte, appare una Genova insolita, quieta, curiosa: Albaro in primo luogo, Punta S. Chiara, la scalinata del Milite Ignoto con le «caravelle», una creuza e la spiaggia di Vernazzola, la chiesa di S. Luca e la basilica di Carignano, un bar di Via Sapeto, «L'insieme» di Via Cesarea, ecc. Rimane la scena sulla spiaggia di Vernazzola, con la casa rossa dietro ed il volto di Umberto inquadrato in primo piano con il mare sullo sfondo, a confermarne la purezza.
Non disponibile attualmente; reperibile c/o Mediateca dello Spettacolo e della Comunicazione al Centro Civico «Buranello» o noleggiabile in vhs in videoteche specializzate.