Se l’extracomunitario è scomodo

Franco Crosiglia

da Savona

Ci sono domande alle quali non si può dare una risposta, e domande difficili alle quali non si vuole dare una risposta perché scomoda o pericolosa. Tra queste una delle domande più difficili e attuali è quella legata al grande tema dell’immigrazione. In particolare: che fare «se l’extracomunitario diventa scomodo»? Una domanda che è stato il tema del dibattito svoltosi ieri nella sala della Provincia di Savona. Una domanda alla quale non si sono sottratti i relatori della tavola rotonda organizzata da Forza Italia alla quale hanno partecipato politici e giornalisti: Livio Caputo e Massimiliano Lussana, rispettivamente editorialista e caporedattore del Giornale, Pierpatrizia Lava, presidente dell’associazione ligure dei giornalisti, Roberto Sangalli, caporedattore del Secolo XIX di Savona, Stefano Pezzini della Stampa, Gilberto Volpaia di Primocanale, e don Alfonso Macchiali, direttore della Caritas di Savona. Il compito di moderatore è stato svolto dal vicepresidente del consiglio regionale, Franco Orsi. Ha partecipato anche il deputato di Forza Italia, Enrico Nan.
Ecuadoriani, mahagrebini, senegalesi, albanesi, marocchini, Rumeni (che negli ultimi 5 anni sono aumentati nel Savonese del 500 per cento). Sono stati loro il tema di un dibattito che ha visto in sala posizioni diverse, talvolta più critiche e intolleranti («Non abbiamo bisogno di loro, gente alla quale spesso dell’Italia, come nel caso dei musulmani, non gliene frega niente, ma pensa solo a comandare e costruire delle moschee»), altre volte più accoglienti («Anch’io pensavo che queste fossero solo persone scomode, ma quando in famiglia abbiamo avuto bisogno, non abbiamo trovato un italiano disponibile a lavorare per 900 euro al mese»). Tira le orecchie un po’ a tutti i soggetti politici, invece, Don Adolfo Macchiali: «L’immigrato diventa scomodo perché mette il dito nella piaga di quella che è la nostra politica estera. Dobbiamo favorire l’integrazione di questi soggetti. Basti pensare che i nuovi nati a Savona sono per un terzo figli di extracomunitari».