Se l’illecito è «inventato», vale un esposto in Procura

Gentile signor Fiorato, nella sua lettera pubblicata sul Giornale di ieri dal titolo «Io, caduto senza colpa nella morsa dei vigili urbani», lei sostiene di essere stato fermato da una pattuglia della Polizia Municipale, che le ha contestato di non avere dato la precedenza ai pedoni sulle strisce. Lei afferma che in realtà pedoni non ce n’erano e che si tratta quindi di una «truffa di Stato», una «trappola della pattuglia» e di un «vergognoso» modo di fare cassa da parte del Comune.
Innanzitutto un plauso alla Polizia Municipale che, perseguendo questi illeciti, dimostra attenzione alla sicurezza dei cittadini e non l’intento di fare cassa (cosa che si farebbe molto più semplicemente con i divieti di sosta). In secondo luogo, mi pare così inverosimile che una pattuglia della Polizia Municipale si «inventi» un illecito per far guadagnare al Comune ben 160 euro, che la invito caldamente non a fare ricorso, bensì a fare un esposto alla Procura della Repubblica affinché sia accertata o la malafede dei vigili oppure l’inesattezza di quanto lei afferma.
Sarò lieto di offrirle tutta la collaborazione della quale necessiterà, al fine di salvaguardare il buon nome del Corpo e degli agenti coinvolti.
Cordiali saluti.
*Assessore alla Polizia Municipale