Se l’incoscienza diventa legge

Fiorella Ceccacci Rubino*

I fatti di Londra devono far aprire gli occhi, non solo a chi come noi crede ancora nei principi e nelle istituzioni democratiche, vigilando sulla sicurezza e sull’ordine sociale e pubblico, ma anche a coloro che, innalzando - quando fa comodo - il baluardo di un falso liberalismo, propongono un disegno di legge che renderà un facile disbrigo ottenere la cittadinanza italiana.
La sinistra ha già dimenticato gli ultimi gravi attentati di Londra del 2005 e gli incidenti avvenuti nelle periferie francesi, che hanno messo in discussione i modelli d'integrazione attraverso i quali è stato affrontato in quei Paesi il problema dell'immigrazione. Per non parlare dell'attentato che stavano preparando proprio in questi giorni in Inghilterra immigrati musulmani con cittadinanza britannica.
Non a caso il procuratore antimafia, Pierluigi Vigna, ha sentito il dovere di lanciare l'allarme sul rischio di kamikaze italiani, invitando il Parlamento italiano a riflettere bene sulla concessione della cittadinanza dopo solo cinque anni.
Ha ragione il dottor Vigna, quando dichiara a Il Giornale: non ci illudiamo che basti un giuramento o un gesto formale o il sapere la lingua italiana per trasformare automaticamente un milione di extracomunitari, specialmente di religione musulmana, in cittadini virtuosi o per scongiurare il rischio che tra tante persone perbene si formi, come a Londra, una cellula di terroristi.
Mentre in tutta Europa si fa strada questa riflessione, che cosa fa il nostro governo? Rimette in discussione una buona legge sull'immigrazione come la Bossi-Fini, aprendo porte e finestre all'immigrazione nel nostro Paese. E rimette mano alla legge sulla concessione della cittadinanza, abbassando la guardia rispetto alla necessità di rivedere il modello d'integrazione invalso finora in Europa.
Certamente non si può generalizzare: non tutti coloro che abitano nel nostro Paese devono essere considerati terroristi, ma mai e poi mai dobbiamo abbassare la guardia legittimando o accelerando uno status che necessita di giusti e necessari tempi (peraltro già regolamentati da precise norme).
A riprova che il governo si comporta in maniera irresponsabile e contraddittoria su questo delicato problema che attiene alla sicurezza e alla identità del nostro Paese, basta vedere che cosa sta accadendo in una città governata dalla sinistra. A Padova il sindaco di sinistra è giunto ad erigere un vero e proprio muro per isolare un intero quartiere abitato da immigrati, focolaio di delinquenza e di violenza.
La sinistra, dunque, da una parte incentiva l'immigrazione, mentre dall'altra adotta soluzioni e sistemi indegni della democrazia e del rispetto per la dignità delle persone.
È la riprova di una sinistra politicamente irresponsabile e cinicamente amorale che abbiamo in Italia.
Almeno oggi vi è la tutela giuridica dell'espulsione di persone indesiderate dal nostro territorio, ma quando un giorno questi stranieri potessero facilmente ottenere il «nostro» (e dico volutamente «nostro») passaporto, avremo perso anche questa flebile tutela.
Già con l'indulto ci hanno regalato un'amara pillola di follia (basta leggere le cronache dei giornali per assaporarne le conseguenze), ma allora ci si chiede: chi ha interesse a creare un Far West nel nostro Paese? Un’Italia in cui, allargando le maglie della sicurezza e dell’identità culturale, sarà sempre più difficile sentirsi sicuri e tranquilli. Dobbiamo farci sentire di più e batterci con forza per impedire che vengano commessi errori irreparabili per il nostro futuro.
*Parlamentare di Forza Italia