Se l’omicida è clandestino ha lo sconto

Un omicidio brutale, ma senza aggravanti. Perché se la mano che uccide è quella di un clandestino valgono le attenuanti, vale «il suo stato di emarginazione sociale». Lo ha stabilito una sentenza della Cassazione, che ha confermato quella della corte d’appello di Milano. Quindi non 30 anni di reclusione - come deciso in primo grado -, ma 17 anni e 4 mesi a Marion Neagu, il romeno 25enne che nel 2003 aveva ucciso un imprenditore lombardo, ma che viveva «in uno stato di arretratezza culturale conseguente al suo stato» di migrante. La prima sezione penale della suprema Corte ha così dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla procura generale di Milano