«Se la Lega non tratta, ok al commissario»

La questione spinosa dello sciopero torna sul tavolo del presidente della Figc Abete. Ma con un colpo di scena inatteso, legato al parere - tutt'altro che soft - dell'Alta Corte di Giustizia presso il Coni che mercoledì aveva incontrato le delegazioni di Lega e Aic. Il senso del parere della Corte è la legittimità, da parte della Federcalcio, di nominare un commissario ad acta per la Lega (che ieri aveva confermato la fiducia ai consiglieri Lotito e Briamonte impegnati nella delegazione), deputato a trattare con l'Assocalciatori sulle norme del contratto che hanno portato alla proclamazione dello sciopero della categoria e che ora va assolutamente bloccato.
Così la vicenda vivrà tre possibili tappe: la Corte ha in primis ordinato alla Figc di inviare alla Lega un'immediata diffida a trattare e a raggiungere un accordo; scaduta la diffida iniziale, nel caso di mancato accordo tra le parti, per proseguire la trattativa la Federcalcio (secondo quanto sostenuto dall'Alta Corte in un parere molto articolato lungo sei pagine) dovrà nominare un commissario ad acta che in una prima fase avrà poteri solo di ricerca di un'intesa; una volta realizzato l'accordo la Lega sarà chiamata a firmarlo e se quest'ultima dovesse ulteriormente rifiutarsi o dilatare i tempi (che sono stretti) la Figc dovrà inviare alla Lega di serie A una seconda diffida, scaduta la quale, il commissario ad acta «non agisce più nella qualità di organo del soggetto preponente, bensì di organo del soggetto sostituito, del quale manifesta all'esterno la volontà». Quindi con potere di firma in rappresentanza della Lega. E a questo proposito viene citata dall'Alta corte una sentenza della sesta sezione del Consiglio di Stato emessa il 15 novembre 2005.
Il cammino è segnato: Abete nelle prossime ore (lunedì, al massimo martedì) convocherà le parti. La Lega, del resto, aveva già fornito in mattinata al termine di un'assemblea informale la disponibilità di sedersi di nuovo al tavolo. E qualche apertura, anche sul nodo cruciale dei fuori rosa, sembrava trasparire dalle parole di Albertini che aveva lasciato intendere che potrebbe esserci un margine per discutere su quel settimo punto dei fuori rosa mal digerito dal sindacato calciatori.
I tempi stringono, ma si riapre il tavolo della trattativa. E c'è anche chi vorrebbe che fossero fatti fuori dalle delegazioni chiamate a trattare i falchi, individuati nello stesso Lotito e in Leonardo Grosso per la controparte Aic. Lo sciopero per ora resta proclamato per l'11 e il 12 dicembre, ma ora potrebbe allontanarsi.