Se l'etica non va in prescrizione

Dall'Inter club Barcellona riceviamo un commento sullo scudetto 2005/06. Riceviamo e giriamo l'intero testo con un solo commento: cosa può interessare a Moratti e fratelli se dopo aver ibernato lo scudetto del 2006, verranno messi in discussione anche quelli vinti dai bianconeri negli anni del doping?.

Riceviamo dall'Inter club Barcellona un bizzarro taglio relativo allo scudetto 2005/06. Riceviamo e giriamo l'intero testo con un solo commento. Ineccepibile il teorema, meno lo stile: tutti colpevoli, nessuno colpevole, è un principio che non ci garba. Cosa può interessare a Moratti e fratelli se dopo aver ibernato lo scudetto del 2006, verranno messi in discussione anche quelli vinti dai bianconeri negli anni del doping?.
Ecco il testo dell'Inter club Barcellona:
«Se il Consiglio Federale della FIGC dovesse revocare lo scudetto 2006, si verificherebbe un precedente molto interessante. Infatti, se passasse il nuovo principio secondo il quale "l'Etica non va in prescrizione" e su questo si decidesse di togliere il titolo del 2006 all'Inter, si aprirebbe uno scenario a dir poco fantastico.
La revoca verrebbe sancita senza alcun processo, senza il giudizio di un organo giudicante, solamente sulle impressioni del tutto personali del Procuratore Palazzi e senza che né l'Inter, né Giacinto Facchetti abbiano la possibilità concreta di difendersi. Allora io mi auguro vivamente, non in nome della Legge ma in nome dell'Etica, che l'FC Internazionale si faccia promotrice di una richiesta ufficiale alla Figc ed all'Uefa affinché vengano revocati tutti i titoli vinti dalla FC Juventus sia in campo Nazionale che Internazionale, nel periodo compreso tra il 1994 ed il 1998. Infatti durante il suddetto periodo, fu provato da ben 3 gradi di giudizio l'inequivocabile utilizzo di sostanze dopanti da parte di tutti i giocatori bianconeri sottoposti ad esame.
Non solo, furono trovate e sequestrate tutte le sostanze di cui alla condanna: erano tutte considerate illecite secondo il protocollo Figc e Uefa ed erano contenute in normali armadi negli spogliatoi del centro sportivo della FC Juventus.
Queste sostanze furono assunte allo scopo di alterare i risultati sportivi e mi sembra quindi che, né Palazzi , né chiunque altro si trovasse in futuro a giudicare, possa nutrire dubbi in merito ad un comportamento gravemente lesivo di ogni principio etico. Com'è noto, giusto per ricordare a chi lo avesse dimenticato o volutamente rimosso, il processo di 1° grado si concluse con la condanna. In 2° grado, ovvero in appello, vi fu assoluzione per un vizio di forma contestato nell'applicazione di un articolo di legge durante il procedimento di 1° grado, fu tuttavia riaffermata l'esistenza certa di doping, per quanto venne stralciata la parte riguardante l'EPO di cui non v'era certezza assoluta.
Infine, al 3° grado di giudizio, la Corte Suprema di Cassazione, con sentenza inappellabile (n.21 324, 31/05/07) sancì definitivamente l'esistenza di doping e quindi di frode sportiva. Ma nel frattempo era intervenuta la prescrizione e nessuno pagò. Non pagò Moggi, nè il dottor Agricola, né i giocatori, né di conseguenza la Juventus per responsabilità diretta. La Figc, in tutto quel periodo non aprì colpevolmente alcuna inchiesta e si guardò altrettanto bene di fare discorsi sui principi dell'etica, gli stessi per i quali in questi giorni si erge a paladino. Ma se ora passa questo straordinario principio, con l'efficacia retroattiva dell'etica che non va mai in prescrizione, allora a vedersela brutta dovrà essere la Juventus».
Firmato: Cecio, Francesco Bonomo, Alberto Caimi.