Se la Lombardia fosse l’Alto Adige

«Entro un anno uno statuto di larga autonomia per la Lombardia» ha promesso Ettore Albertoni appena eletto presidente del Consiglio regionale. C’è da starne certi, non solo perché il leghista Albertoni è federalista convinto, ma anche perché questo è il mandato che ha ricevuto, al momento della sua candidatura, da Berlusconi e Bossi e perché potrà contare sull’appoggio di un altro federalista convinto, Formigoni. La più larga autonomia possibile sfruttando al massimo la riforma del Titolo V della Costituzione. Quindi senza ricorrere a leggi costituzionali dal percorso lungo e impervio. Ma tutti sappiamo che il vero nocciolo del federalismo sta nella sua componente fiscale.
Che modello adottare? Un esempio è quello della vicina provincia autonoma di Trento, alla quale chiedono l’annessione di Bagolino e altri comuni dell’alto Bresciano, proprio per i privilegi fiscali di cui gode: trattiene il 90% di tutte le imposte riscosse sul suo territorio ma in compenso si paga una quota di spese molto maggiore di quella pagata dalle altre regioni: tutta la sanità, l'istruzione, la finanza locale, l'assistenza eccetera. Bene, in un articolo pubblicato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore si calcolava che, se la Lombardia adottasse questo criterio, incasserebbe 54 milioni di euro per spenderne 14 milioni, con un surplus di 40 milioni. Sì, avete capito bene, ogni anno resterebbero in Lombardia 40 milioni di euro, soldi nostri. Con la conseguenza, però, di un istantaneo collasso dello Stato, faceva notare il quotidiano confindustriale. Considerazione, quest'ultima, che sembrerebbe chiudere definitivamente la strada verso forme così avanzate di federalismo fiscale. Aprendola però ad interrogativi molto inquietanti sul piano dei diritti. Per la Costituzione tutti i cittadini solo uguali davanti alla legge e non aggiunge «ma alcuni, in materia fiscale, sono più uguali», come i maiali di una attualizzata Fattoria degli animali di Orwell. Insomma, a questo punto, rovesciando un luogo comune, proprio sul piano fiscale si pone un problema di uguaglianza reale fra tutti gli italiani. Problema che il federalismo deve tentare di risolvere.