Se metti in tavola il «Gran mosaico della cucina italiana»

La ricetta per vivere bene? Semplice: «mangiare piano e viaggiare con gusto». Ebbene sì, lo dice anche il medico, la dottoressa Stefania Silvestro che venerdì sera alla Manuelina di Recco ha festeggiato insieme a decine di soci e simpatizzanti i 115 anni del Touring Club italiano. Un appuntamento che si è svolto in contemporanea in oltre cento ristoranti della penisola aderenti all'«Unione dei ristoranti del Buon Ricordo» e che nella nostra regione ha visto la partecipazione (oltre alla Manuelina) di Gran Gotto, Antica Osteria del Bai, Ferrando (San Cipriano), Ristorante dei Poeti (alla Spezia) e Pernambucco ad Albenga. Oltre 15 mila persone (stimate) in tutta Italia che in un'unica simbolica tavolata dal nord al sud si sono abbandonate ai sapori della tradizione dichiarando implicitamente guerra a slow food, tavole calde, grill, snack-bar e turismo di massa. Un'occasione «per rinsaldare il legame tra cultura, territorio e gastronomia», ha spiegato il console regionale del Touring Club Giovanna Marongiu insieme al console emerito Luigi Dufour. Tanto più che quest'anno il titolo della serata era «Il grande mosaico della cucina italiana». Un titolo che ha permesso agli chef di accendere i fornelli alla fantasia ma nel segno della tradizione. Perché «quelle di questa sera sono ricette legate al nostro territorio. Una terra fatta di fasce nelle quali gli ulivi fanno ombra alla terra e il mare è povero di pesci. Ma anche dove le massaie hanno saputo - ha detto Gianni Carbone della Manuelina - realizzare ricette ineguagliabili che abbiamo proposto rivisitate».
Così venerdì a Recco la cima viene proposta anche fritta, le boraggini diventano flambé, i ravioli di zucca prendono il volo con un «tocco di fagiano» mentre la povera ma ghiotta vellutata di legumi si accompagna con stoccafisso e pancetta. Il tutto, dolci compresi, bagnato con vini rigorosamente locali: dalla Bianchetta genovese al Ciliegiolo del Golfo del Tigullio per concludere col Rossese di Dolceacqua. Insomma, musica per i palati più raffinati, una vera ballata di sapori attentamente documentata dai giornalisti Bruno Bini (esperto enogastronomico dell'Espresso) e Paolo Zerbini che conduce su primo canale «Viaggio in Liguria». Un viaggio, nello spirito del Touring Club, «lontano dalle solite piste del turismo dei grandi numeri ma rivolto alla riscoperta di quei paesi che grazie all'amore per il territorio hanno saputo creare un'isola in cui cultura, ambiente e tradizioni si fondono insieme», spiega la signora Marongiu. Insomma, stiamo parlando di quei paesi che hanno conquistato dal Touring Club la famosa bandiera arancione. Solo nove in Liguria. Dopo Sassello che è stato tra gli ideatori dell'onorificenza, possono esporre il drappo colorato Brugnato, Castelnuovo Magra e Varese Ligure in provincia della Spezia, Toirano e Castelnuovo a Savona, Apricale, Dolceacqua e Triora a Imperia e Santo Stefano D'Aveto, unico comune genovese. Almeno fino al prossimo 16 dicembre, visto che in quella data a Palazzo Ducale il Touring Club consegnerà le nuove bandiere mentre alla sera, durante la trasmissione di Zerbini, Carbone ha assicurato che preparerà le ricette tipiche dei nuovi comuni virtuosi che non si possono dire perché ci è stato richiesto: «acqua in bocca». Ma in questo caso sarebbe stato meglio dire acquolina.