Se il migliore è il nostro portiere...

Qualcuno, per tentare di risollevare il morale sotto tacchi e tacchetti, ha deciso di mettere mano alle statistiche. In fondo, dice questo qualcuno, abbiamo pur sempre cinque punti in più rispetto all’anno scorso. Interessante. E allora spulciamoli questi annali e così ci accorgiamo che mai nella sua storia il Napoli aveva raccolto un rendimento esterno peggiore di quest'anno: solo nel 1926 gli azzurri riuscirono a fare peggio di così, perdendo tutte le nove trasferte giocate. Altri tempi, però, poichè quel campionato, in fondo, era il primo della storia azzurra e la squadra lo portò a termine con due soli punti all'attivo. Dunque consoliamoci (si fa per dire). Certo che, ritiro o non ritiro, la partita di Torino sulla carta era la meno indicata per tirarci fuori dalle sabbie mobili. Detto questo, anche stavolta la squadra è stata inguardabile e il migliore in campo certamente il portiere Navarro, tempestivo nelle uscite e decisivo in almeno due casi. Sugli altri giocatori meglio calare un pietoso velo, soprattutto sui nostri «gioielli». A cominciare da Hamsik, sempre più involuto e da mesi la bruttissima copia del bel giocatore ammirato in passato. Per finire a Lavezzi che, eccezion fatta per l’ultimo quarto d’ora, si è incartato per tutta la partita in dribbling inutili sulla linea mediana. Divertente, si fa sempre per dire, la battuta del dg Pierpaolo Marino: «Come mai - domanda - quando i giocatori facevano la bella vita si vinceva e ora che vanno in ritiro non facciamo che perdere?». Come mai? Ce lo dica lui.