Se n'è andato Joe Sentieri, il cantante "re degli urlatori" che amava concludere con il saltello

Aveva 82 anni. Vinse l'edizione di "Canzonissima" del 1959 interpretando il brano "Piove" di Domenico
Modugno. Partecipò ad alcune edizioni del Festival di Sanremo lanciando
motivi di successo come "È mezzanotte" e "Quando vien la sera"

Pescara - È morto nell'ospedale Santo Spirito di Pescara il cantante Joe Sentieri: aveva 82 anni. Nelle settimane passate era stato colpito da un ictus. Nato a Genova nel 1925 con il nome di Rino Luigi Sentieri, era considerato - insieme a Tony Dallara - un capostipite della scuola dei cosiddetti "urlatori" ed è ricordato anche per il saltino con cui usava terminare le proprie esibizioni. Vinse l'edizione di "Canzonissima" del 1959 interpretando il brano "Piove" di Domenico Modugno. Ha partecipato anche ad alcune edizioni del Festival di Sanremo lanciando motivi di successo come "È mezzanotte" e "Quando vien la sera". Negli anni sessanta ebbe anche successo come attore cinematografico. I funerali si terranno domani a Pescara. Nel luglio del 2004 gli venne assegnato il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli.

Iniziò a cantare sulle navi da crociera Joe Sentieri ha bruciato in pochi anni il successo riuscendo a rimanere popolare grazie ad un evento casuale, il "saltello" - che poi è diventato il suo marchio di fabbrica - e a pochi successi concentrati in quattro-cinque anni a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Prima di arrivare a Sanremo e nelle hit parade con "Ritroviamoci", "Milioni di scintille", "È mezzanotte", "Libero" e girare il film "Urlatori alla sbarra", ha avuto una vita che sembra uscire da un romanzo di Dickens. Da ragazzo sognava di studiare da cantante lirico e intanto cantava "Che gelida manina" agli angoli delle strade. Poi, dopo una parentesi da cantante di osteria, ha cominciato a lavorare nei night, dove fu notato da un armatore greco che lo fece imbarcare sull'Atlantic. Durante un concerto con il mare grosso, per non cadere, fece un balzo alla fine della canzone, che diventò poi il saltello. Grazie al lavoro sulle navi, Joe Sentieri, che in realtà si chiamava Rino, diventò famoso in America. Fu, tra l'altro, il primo cantante bianco a esibirsi al "Paradise" di Harlem. Guadagnava bene, ma il manager lo costringeva a spendere tutto a scopo pubblicitario.

All'inizio degli anni Cinquanta ritornò in Italia e, dopo una serie di peripezie, entrò nell' orchestra di Corrado Bezzi incontrando il grande autore Carlo Alberto Rossi. Da lì, nel 1959, la popolarità. Vince diversi festival che all' epoca pullulavano in Italia, arriva secondo al Festival del Musichiere e si aggiudica la vittoria a Canzonissima con Piove. Il Festival di Sanremo, l'inno ufficiale delle Olimpiadi di Roma, canzoni napoletane con Nino Taranto, sono le tappe del suo momento d' oro. Nel '63 pero già non riesce ad entrare in finale a Sanremo. Da quel momento, dal punto di vista professionale, la sua carriera esce dalle cronache, confinandolo in un ricordo un pò macchiettistico di un' epoca in cui il mondo della musica stava per essere travolto dalla rivoluzione del rock. Sentieri è stato uno dei protagonisti di quella fase di transizione dominata dagli 'urlatorì, chiamati così perchè trasgredivano le regole del bel canto intonato melodico tradizionale e vennero prima della prima ondata di cantautori.

Grazie alla sua iscrizione alla categoria degli urlatori e alla popolarità guadagnata col saltello, Sentieri ha avuto una carriera anche sul grande schermo dove, per qualche anno, è stata una delle presenze fisse dei musicarelli, i film costruiti attorno ai successi canori degli anni '60. Nel più celebre, Urlatori alla sbarra, compaiono anche Celentano, Mina e Chet Baker in una vasca da bagno.