«Se ne vada non per l’inchiesta, ma perché Genova cade a pezzi»

Caro Direttore, quando qualcuno mi chiede perché non ho ancora chiesto le dimissioni della Vincenzi a seguito dell’inchiesta penale, potrei serenamente rispondergli di leggere il tuo lucidissimo commento di sabato scorso. Garantismo ed Etica Politica senza se e senza ma. Mi permetto comunque di aggiungere alcuni corollari e piccole riflessioni personali. Il fallimento della giunta Vincenzi e in generale della sinistra nostrana è giustamente politico, prima che giudiziario: un'ubriacatura di arroganza e un intreccio tra politica e certi «imprenditori» che esisteva e veniva da me combattuto anche prima dell'inchiesta penale. Insieme a molti Consiglieri Comunali di Centro-Destra ho denunciato questo andazzo sia in Consiglio attraverso Mozioni e O.d.G., sia con convegni e incontri con gli Elettori, sia presentando a proprie spese ricorsi al TAR e alla Corte dei Conti. Era ed è il nostro compito, e fin qui nulla di straordinario. L'elemento positivo è che sempre più Genovesi stanno prendendo atto della pochezza sinistrese e sono convinto che in caso di nuove votazioni vincerebbe il Centro-Destra anche in città. Il vero problema però è che stiamo assistendo alla «Prodizzazione» della giunta Vincenzi, dove la paura del confronto elettorale, l'intenzione di legarsi alle poltrone finché dura e chi se ne frega dei problemi della Città, sta compattando il Pd e alleati. Sempre più lontani dai cittadini e sempre più arroccati al potere. Diventa però molto più difficile se non impossibile percorrere la strada della «spallata», in quanto a differenza del precedente parlamento dove Prodi poteva contare solo su esiguo vantaggio, in Consiglio Comunale i numeri sono largamente a favore della Vincenzi (30 della maggioranza contro 20 dell'opposizione). Infine l'inchiesta giudiziaria è tuttora in corso e ogni sviluppo è possibile; chiaramente se vi saranno nuovi avvisi di garanzia o dei rinvii a giudizio la gravità della situazione giustificherebbe una formale richiesta di dimissioni, ma se tutta la vicenda penale dovesse ridimensionarsi, rischiamo di far fare alla Vincenzi la figura della martire aggredita ingiustamente da quei «forcaioli di destra». E da noi Martiri e Vittime diventano intoccabili e fonte di venerazione a priori. Quindi premesso che: 1) È dal 1969 (iscrizione alla Giovane Italia) che mi batto affinché tutto il mondo della sinistra, da chiunque rappresentato, dia le dimissioni e liberi Genova e l'Italia, senza aspettare un'inchiesta giudiziaria. 2) Sono contrario agli isterismi finalizzati solo a conquistarsi spazio sui giornali, 3) se vogliamo giocare a chi rialza di più, potrei proporre oltre le dimissioni anche la deportazione in qualche monastero di clausura (come si faceva nel medioevo con i monarchi sconfitti), ma i nostri elettori (anche i più intransigenti) vogliono serietà e prudenza e non un semplice slogan, 4) Voglio evidenziare in modo forte e chiaro che An si batte e si batterà per mandare a casa la giunta Vincenzi, a prescindere dall’indagine della magistratura e da qualsiasi esito finale della stessa in quanto convinti che l’attuale lobby al potere per incapacità, immobilismo, degrado morale e delirio ideologico sta affossando la nostra città e cancellando il futuro dei nostri figli.
*Consigliere Comunale An