Se nella casta entra anche il principino...

Egregio dottor Granzotto, con la lettera pubblicata sul «Giornale», alla quale lei ha dato una delle sue solite risposte senza capo né coda, è stato raggiunto il culmine della disinformazione sull’attività di «Valori e Futuro». Le invio una recente dichiarazione del principe Emanuele Filiberto di Savoia, che Lei poteva tranquillamente trovare sul sito di Valori e Futuro, se solo avesse avuto l’accortezza di verificate le balle atomiche propinataLe dal Suo sedicente lettore sull’impegno politico della suddetta organizzazione in occasione delle prossime elezioni. È probabile che qualche lista Valori e Futuro la presenti nella circoscrizione estero e nelle amministrative, ma sempre nell’ambito dello schieramento di centrodestra e, in particolare, del Pdl. Quanto, poi, al resto del contenuto della lettera citata in epigrafe ed al suo commento, meglio stendervi sopra un velo pietoso, per due motivi: 1) perché io, essendo liberale per davvero e garantista sempre e nei confronti di chiunque, amici o avversari, ritengo che una persona debba essere dichiarata colpevole solo dopo la condanna definitiva passata in giudicato, mentre lei è liberale e garantista a corrente alternata e cioè solo con gli amici, ma non con gli avversari; 2) Il principe Emanuele Filiberto di Savoia ha subito allontanato e rimosso dall’incarico il personaggio in questione, che, sino ad ora, non è stato ancora processato da nessuno, mentre qualche altro autorevole esponente politico della Repubblica, istituzione che Lei ama tanto, non ha fatto altrettanto nei confronti dei propri amici già condannati per reati di mafia.


Latrofa mio, ma se il principino ha sùbito allontanato Mariano Turrisi da sé e dal comitato centrale di «Valori e Futuro» una ragione ci sarà, no? Magari non gli è piaciuto che quel galantuomo si sia fatto sorprendere dall’Interpol mentre riciclava danaro sporco e mafiogeno, no? Certo, il Turrisi non è stato ancora condannato e dunque è un presunto innocente, però fu colto con le mani nel sacco e anche questo vorrà dir qualcosa, no? Comunque fa piacere aver da lei la conferma che il principino si butta in politica, anche se per ora la sua presenza in campo sarà limitata alla tornata amministrativa e, per quel che riguarda il Parlamento, alle circoscrizioni estere. A quanto sembra il grande Pallaro, «el senador», ha fatto scuola. È altresì motivo di generale compiacimento che il principino - così leggo nell’allegato che ha voluto inviarmi - abbia «apprezzato la svolta di Berlusconi» e gli assicuri «l’appoggio e la collaborazione di Valori e Futuro», ma non a scatola chiusa, ci mancherebbe altro: solo ove il «progetto» del Cavaliere «assumesse l’impegno per ridare slancio per il futuro della Patria». In caso contrario, nisba. Niente appoggio e niente collaborazione (e così avrà più tempo per dare una ripassatina alla grammatica).
Vorrà dire, Latrofa mio, che nel caso ce ne faremo una ragione. Impresa di poco impegno: a volerla raccontare per intero, credo infatti che nessuno - salvo naturalmente l’interessato, lei e pochi intimi dalle parti di Gstaad e dell’isola di Cavallo - smani perché il rutilante parterre della Casta si arricchisca con la presenza di Emanuele Umberto Reza Ciro René Maria Filiberto di Savoia, principe di Venezia e di Piemonte. Che poi, a noi contribuenti, ci tocca pure mantenerlo e chiamarlo onorevole.