«Se non cacciano chi difende Hamas esco dall’Unione»

L’esponente romano della Margherita e della Comunità ebraica lancia un ultimatum ai suoi alleati dell’Ulivo

Marcello Viaggio

Di democrazia calpestata a Milano parla a Roma Angelo Pavoncello, coordinatore dei presidenti del Consiglio dei municipi del Comune di Roma e membro della Comunità ebraica. Senza nulla togliere alla posizione ufficiale della Comunità, che non intende in alcun modo bypassare, Pavoncello ha un grosso seguito nel mondo ebraico romano. «Si fa un gran parlare di rispetto della democrazia - afferma in un comunicato - ma i fatti di Milano hanno dimostrato ancora una volta che la democrazia viene messa sotto i piedi. Esprimo piena solidarietà all’onorevole Moratti e al suo papà per le offese ricevute in un giorno che è il simbolo della democrazia e del rispetto. Questi buoni propositi sono stati calpestati come dimostrano in maniera inequivocabile le immagini dei Tg nazionali. I vigliacchi di Milano si sono scagliati contro un ex deportato vittima dei nazifascisti. Abbiamo raggiunto veramente il massimo, anzi siamo caduti in un vero e proprio abisso dal quale difficilmente riusciremo a uscir fuori. Il mio pensiero va ai partigiani ebrei, ai rappresentanti della Brigata ebraica e alla loro bandiera simbolo del sangue versato in difesa dell’Italia».
«La cosa che più mi ha spaventato - prosegue Pavoncello - è che a manifestare la loro rabbia erano padri di famiglia, donne, mamme che hanno dileggiato il papà della Moratti e la bandiera israeliana. È impensabile che tutto questo sia avvenuto nel giorno della Liberazione... Come si fa a urlare slogan come “intifada, intifada” o esaltare il terrorismo palestinese? Questa non è altro che l’ennesima figuraccia di una parte della sinistra che andrebbe bandita dall’Italia. Non è con questi sistemi che si approda alla pace. Queste persone ignobili dalla doppia faccia andrebbero condannate con pene severe. Molti correligionari mi hanno contattato in queste ore e mi hanno chiesto come si può rimanere in una coalizione che non fa nulla per mettere al bando queste manifestazioni».
Con Pavoncello, presidente del consiglio nel XV Municipio, scambiamo qualche parola. «Mi hanno chiamato decine di correligionari indignati per l’attacco ai partigiani ebrei - ripete - Qualcuno dimentica che la bandiera di Israele ha combattuto per la liberazione d’Italia». Non crede che sui fatti di Milano serva una netta presa di distanza dell’Unione, in Italia e a Roma? Per molti della comunità ebraica, altrimenti, diventa dura votare la coalizione, no? «Come esponente della Margherita ho faticato molto a far votare a Roma il centrosinistra alle politiche. Molti nei centri sociali romani inneggiano ad Hamas, si mostrano con la kefiah al collo. Come si fa a parlare di lotta al terrorismo in queste condizioni?». Ieri è nata la lista Uniti per l’Ulivo. Porrete il problema agli alleati della coalizione che candida Veltroni sindaco di Roma? «Lo stiamo facendo in modo molto forte. Già dopo le avances di Prodi verso Hamas, ho minacciato di lasciare l’Unione. Ora il secondo grave episodio. Tranne sporadiche solidarietà verso la Moratti, dall’Unione non c’è stata nessuna condanna delle offese agli ebrei. Faccio appello a Prodi di isolare queste frange, di fare in modo che nell’estrema sinistra questi personaggi siano isolati ed eventualmente denunciati alla giustizia per vilipendio alla bandiera di un altro Stato».
E se questa presa di posizione non ci fosse, lei resta o no nell’Unione? «No, sono pronto a lasciare l’Unione e a dichiararmi indipendente. O a schierarmi con chi dovesse difendere i sacrosanti principi della condanna del terrorismo, della pacifica coesistenza fra Israele e Palestina. Sono candidato per l’Ulivo nel XV Municipio, dove a Marconi e Magliana risiede un terzo degli ebrei di Roma. Eletto o no, dichiarerei la mia uscita dall’Unione. Ci tengo a dire che decine di ebrei manderanno tramite me una e-mail di solidarietà alla Moratti».