Se non cinquanta, dateci almeno una sfumatura di grigio

di Daniela Fedi

Forse 50 sono troppe, ma una o due sfumature di grigio sarebbero auspicabili addosso a un uomo, giusto per farti sognare un po' le nebbioline delle Highlands scozzesi dove si risvegliano l'uno nelle braccia dell'altro i protagonisti di Outlander, la saga di Diana Gabaldon trasformata in serie televisiva con grandi scene di sesso e passione. Niente da fare. Gli uomini che si aggirano nel mondo della moda o meglio intorno al Pitti di Firenze e alle sfilate di Milano, Parigi, Londra e New York, sembrano tanti pappagalli impazziti. In nove casi su dieci hanno la barba da hipster e fin qui passi anche se ogni tanto ti piacerebbe vedere qualche guancia rasata e quindi rosea. Peccato che qualcuno abbia anche cominciato a tingersi i peli del viso con l'hennè e da quel rosso orrendo che in Francia si chiama «rouge menopause» siamo passati all'azzurro dei capelli della fata turchina, al verde pisello e perfino al rosa bubble gum. «Sono coloranti che vanno via in tre lavaggi» ti dicono tutti fieri se li guardi con due punti interrogativi al posto degli occhi. Inevitabile chiedersi quanto e soprattutto quando si lavano questi benedetti ragazzi, perché quelli con le barbe più colorate sono rimasti ugualmente sgargianti per tutti i cinque giorni di Pitti e si teme seriamente per i prossimi tre giorni e mezzo di Milano. Sul cappello non abbiamo ancora visto dei fiori ma tutti gli improbabili colorini amati dalla regina Elisabetta sì: giallo ranuncolo, verde pisello, rosa fragola e rosso ciliegia. Inoltre non se lo levano mai questi cafoni, uno di loro ha sistematicamente pranzato nel ristorante della stampa con una bella magiostrina di paglia arancio anemone in testa facendoci andare di traverso la pappa al pomodoro. Stendiamo poi un pietoso velo sul giapponese con il completino bermuda e giacca a quadretti Vichy rosa come il mitico due pezzi di Brigitte Bardot, la camicia in seer sucker giallo pulcino, le enormi sneaker di nylon arancio fluo e un civettuolo strangolino al collo verde evidenziatore. Ma uno che si occupa di moda non dovrebbe avere un po' di senso del colore visto che quello del ridicolo è scomparso? I peggiori sono comunque quelli in pigiama perché oltre ai colori scelgono anche le fantasie più assurdi: paperelle, topini, righe da disturbo televisivo, fiori provenzali, pois così grossi che sembrano dei piattini. I tessuti sono seta oppure nylon, quindi sono pure luccicanti per cui li vedresti anche nelle famose nebbie delle Highlands che sono notoriamente grigie e forse anche per questo ai maschi viene concesso da secoli vestire con quella stupenda gonna colorata che si chiama kilt. Sopra, però, gli scozzesi portano semplici camicie bianche e giacche rigorosamente nere. Sotto si sa che non portano niente, ma questa è un'altra storia.