SE OCCUPARE CASE NON È PIÙ REATO

«Lottare per il diritto all’abitare anche attraverso occupazioni di stabili non costituisce associazione a delinquere». Ieri Liberazione sintetizzava così, trionfalmente, una sentenza che ha assolto alcuni esponenti del gruppo Action (tra loro l’ex consigliere comunale romano Nunzio D’Erme) fortemente impegnati nell’impadronirsi di alloggi altrui oltre che negli «espropri proletari»: dai loro esecutori ribattezzati - per attenuarne l’illegalità - «shopsurfing metropolitano».
Una gran festa dunque: non per i senza casa e i senza pane - alieni in massima parte da gesti di violenza e di tracotanza - ma per gli organizzatori di queste incursioni ammantate di fini nobili. La decisione della magistratura romana ha seguito di poco quella con cui la magistratura padovana, dovendosi occupare del noto «antagonista» Luca Casarini, e di un blocco ferroviario a lui dovuto, l’ha condannato con lode. Il gup padovano ha cioè addebitato al Casarini l’interruzione di pubblico servizio, ma l’ha scagionato dal blocco ferroviario. «Motivi di particolare valore morale e sociale» - l’episodio risale a cinque anni or sono, il disobbediente voleva impedire il passaggio d’un treno con materiale militare diretto alla base Usa di Livorno - fanno evaporare il reato.
Siamo di nuovo - dopo i pretori d’assalto degli anni Sessanta e Settanta - a una giustizia che stravolge le norme dei codici, assoggettandole a un’interpretazione etica e sociale. L’intenzione e la passione giustificano i mezzi, e in definitiva anche i crimini. Questi sofismi furono praticati per il famigerato delitto d’onore, questi sofismi sono praticati anche nell’analisi storica. Il comunismo ha ucciso, torturato, incarcerato più del nazismo, ma lo faceva a fin di bene. L’arida e insensibile legge scritta deve piegarsi ai principi di una suprema legge del popolo, o piuttosto dei capipopolo: adottata per l’occasione da benevole toghe.
A costo d’essere indiscreti vogliamo ricordare che tanti umili italiani hanno lavorato una vita - esercizio ignoto alla maggioranza degli agitatori - per comprarsi la casa, infatti ce l’ha la maggioranza, e si astengono dall’invaderne altre: a costo d’essere indiscreti vogliamo ricordare che milioni di brave persone, pur alle prese con la difficoltà di far bastare i soldi, vanno al supermercato per comprare e pagare, non per uno shopsurfing che non sanno nemmeno cosa sia. Se a queste brave persone chiedete cosa fa un praticante dello shopsurfing la risposta è netta: ruba. E chi penetra in un alloggio non suo è un aggressore. Questo e il parere dell’inascoltata e onesta maggioranza silenziosa. Ma non dei Casarini. E nemmeno di alcuni magistrati.