Se ora l'uomo morto a Milano dopo l'arresto diventa il nuovo eroe violento dei centri sociali

Oggi l’autopsia di Michele Ferrulli: sapremo se fu ucciso di botte dalla polizia, come sostiene la famiglia, o stroncato da un infarto, come replica la Questura. Per gli antagonisti è già un eroe. Ma prese a schiaffi un prete, distrusse un bar, picchiò poliziotti ma per i "compagni" è già santo

Milano - Inizierà questa mattina verso le 9, l’autopsia sul corpo di Michele Ferrulli, morto dopo un concitato arresto. Già nel pomeriggio sapremo se fu ucciso di botte dalla polizia, come sostiene la famiglia, o stroncato da un infarto, come replica la Questura. Dettaglio ininfluente per l’area antagonista che ha già decretato come l’uomo sia stato vittima della «repressione di Stato» e pertanto venerdì sera sarà organizzata una manifestazione per chiedere «verità e giustizia».
Ferrulli, 51 anni, facchino a tempo perso, era un omone di oltre 130 chili dal carattere aggressivo. L’anno scorso semidistrusse un bar per non pagare il conto, qualche mese fa rifilò tre sberle a un prete, accusandolo di «aiutare solo gli extracomunitari di merda». Nel 2007 si azzuffò con la polizia che voleva sfrattarlo da un appartamento, occupato per i suoi 2 figli. Giovedì scorso era al bar sotto casa, all’estrema periferia est di Milano, insieme a due romeni a scolarsi birra e ascoltare musica a tutto volume dalla radio del suo furgone. I vicini chiamano il 113, arriva la polizia, ne nasce una colluttazione, l’omone viene gettato a terra, ammanettato e si sente male. Portato al Policlinico di San Donato, i medici possono solo constarne il decesso. E nel certificato di morte descrivono un paziente obeso, con segni solo sui polsi, lasciati dalle manette, e sulle ginocchia, causati dalla caduta. Per il resto tronco, dorso, collo e volto sono indenni. Inoltre addosso all’uomo viene trovato un farmaco per l’ipertensione di cui come poi confermerà il medico curante il suo paziente soffriva da tempo.
Per i familiari invece è omicidio, ed esibiscono un video, girato con un cellulare e arrivato alla famiglia dopo molti passaggi, in cui si vede lui a terra e alcuni poliziotti che si agitano sopra. Le immagini sono molto confuse per cui gli inquirenti chiedono all’autore di farsi avanti per consegnare l’originale e raccontare cosa sia successo prima e dopo le riprese. Anche se di pestaggio non parla nessuno dei presenti. Neppure gli amici romeni, solo uno dice che ha visto gli agenti malmenare l’uomo mentre lo ammanettavano. Circostanza abbastanza probabile visto che si tratta comunque di un’operazione convulsa. Oggi dunque l’esame che fugherà ogni dubbio.
Un passaggio di cui centri sociali non hanno bisogno avendo già sentenziato come Ferrulli sia stato massacrato di botte. «Michele era attivo nei movimenti di lotta per la casa, in difesa degli occupanti per necessità. Con lui perdiamo un compagno e un amico prezioso e generoso, aperto e disponibile» scrivono sui loro siti. E per sollecitare la ricerca della verità gli antagonisti hanno organizzato per venerdì una fiaccolata sotto la sua abitazione. Firmato da una serie di comitati inquilini, dal neo nato gruppo «Amici di Michele», Rifondazione comunista, dall’Unione sindacale di base e dal bellicoso centro sociale Cantiere. Ma se l’autopsia dovesse riconoscere che Ferrulli non è stato picchiato ed è morto per un attacco cardiaco, per loro cambierà assai poco. Significherà solo che i medici sono stati corrotti o ricattati.