«Se parlassi, la Spagna direbbe addio al Mondiale»

«Se parlassi, la Spagna direbbe addio a Europei e Mondiali...». Si infittisce ulteriormente la vicenda legata al medico spagnolo Eufemiano Fuentes, arrestato la scorsa settimana (e rimesso l’altro ieri in libertà, seppur imputato di imputato per due presunti reati contro la salute pubblica e per traffico di sostanze stupefacenti) nell’ambito dell’operazione Galgo per il ricorso al doping in molte discipline sportive, e già al centro dell’operazione Puerto, che sconvolse il mondo del ciclismo, e non solo, nel 2006. Secondo quanto riportava ieri il giornale spagnolo Marca, il medico avrebbe fatto una confidenza ad un compagno di cella al tribunale di Plaza Castilla a Madrid, poco prima di essere interrogato. «Se parlassi - avrebbe detto Fuentes - la nazionale spagnola di calcio perderebbe sia il titolo europeo che quello mondiale». Già dopo l’«operacion Puerto» Fuentes affermò al quotidiano francese Le Monde che tra i suoi clienti vi erano anche «atleti, tennisti e calciatori». Il quotidiano parlò allora di una possibile implicazione del Barcellona, ma il club vinse nel 2008 una causa per diffamazione contro il giornale, che dovette pagare 300mila euro.
Come prevedibile, pronta la risposta della Spagna campione del mondo che per voce del ct Vicente Del Bosque e di uno dei suoi uomini simbolo, il centrocampista del Barcellona Xavi Hernandez, ribadisce: «Il nostro mondiale è pulito». «In 43 anni di calcio non ho mai visto o saputo nulla che potesse alimentare sospetti. Non ho mai visto un tentativo di conquistare nello sport un vantaggio con mezzi illeciti», dice Del Bosque. Alle parole del ct si aggiungono quelle di Xavi: «È un peccato che succedano queste cose nello sport spagnolo», spiega il centrocampista pensando allo scandalo che coinvolge, per ora, 14 persone fermate. «Non ci sono ancora colpevoli, ma è una pena. Dal mondo del calcio possiamo dire che non c’è nessun tipo di doping. Abbiamo vinto i Mondiali con la certezza di non essere dopati. Siamo tranquilli, non c’è alcun problema».