SE PERDIAMO ANCHE LA CORSA DEI RICORSI

Complimenti all'avv. Massa per il ricorso a proposito dei voti a lui mancanti nell'àmbito del suo seggio. Il fatto però che egli sia stato finora il solo, con Gagliardi, ad adire le vie legali, la dice purtroppo lunga sulla presenza di qualche carica autodistruttiva all'interno del centrodestra. È vero, di solito la Magistratura ha tempi biblici nel portare a termine simili indagini. Non è vero però che l'accertamento della verità non serva. Utilizzando un'espressione cara alla retorica di Sinistra, direi che per quanto riguarda i risultati elettorali (sia al centro sia alla periferia) siamo in piena «emergenza democratica». Non ho difficoltà a dichiarare la mia trascorsa ingenuità quando leggendo sul «Mercantile» (dopo circa tre anni) le conclusioni del pm Francesco Pinto a proposito della tornata elettorale (taroccata) che vide Castellaneta sconfitto da Pericu per meno di 10mila voti nella corsa a Sindaco, pensai ad una manovra estemporanea (peraltro condotta «quasi» alla luce del sole a mezzo di firme false nelle liste fiancheggiatrici) per ovviare alla spaccatura nel centrosinistra procurata dalla rottura con l'ex-sindaco Sansa. Alla luce di quanto viene emergendo, non vi è dubbio che nel corso dei tre decenni di governo della Sinistra è stata approntata in segreto una «gioiosa macchina ben lubrificata al fine dell'onorevole esercizio del tarocco elettorale» affinché entrasse in funzione, tempestivamente, quando sono diventati evidenti i segni del declino della Sinistra stessa. Adesso si comprende benissimo come mai non si riesce nella vita pubblica genovese ad introdurre elementi politici di discontinuità (pur non facendo criticamente sconti alle debolezze e alle carenze intrinseche alla politica locale del centrodestra). La questione è seria poiché siamo di fronte ad un palese inquinamento del confronto politico (non opera di pochi ma di un vero e proprio apparato che è in grado di mobilitarsi nei momenti cruciali che caratterizzano la vita democratica). Direi che in questo caso il livello dirigenziale dei partiti di centrodestra non possa che condurre una battaglia di sostegno all'azione della magistratura cercando di coadiuvarne e accelerarne per quanto possibile le operazioni. Tutti coloro che hanno titolo e hanno motivo di dubitare della legittimità dei risultati debbono adire le vie legali senza perdere tempo. Spiace doverlo dire ma Genova è stata governata per decenni con i «criteri» di un autentico regime. Questo non significa che tutti siano stati disonesti. Se però si è arrivati a questi punti, di disonesti «più o meno intelligenti» devono essercene stati parecchi (e tuttora un bel mazzo di loro esiste e dà testimonianza di una significativa intraprendenza). Come lettore diuturno del Giornale voglio concludere con un suggerimento (rivolto innanzitutto a me stesso): occorre essere molto parsimoniosi nel conferire patenti positive ai «tipi sinistri»; ho la sensazione che a livello locale con il passare del tempo ne verranno fuori delle belle. Il fatto che determinate persone siano solo degli avversari (peraltro capaci) non ne diminuisce sovente la nocività. Non pochi hanno portato ripetutamente pietra alla costruzione e al consolidamento di questo bel trentennio (dal 1976 ai giorni nostri e, forse, oltre). Ora che tutto si sta screpolando occorre «far ballare questi rapporti mummificati suonando la loro stessa musica» come ebbe a dire, ironico e scapigliato, il giovane Marx.