Ma se piove cambia tutto

Un solo dato tecnico è giunto a sostegno delle migliori previsioni per l’odierno Gp d’Inghilterra ed è quello relativo alle prestazioni delle McLaren e delle Ferrari con poca benzina a bordo. La macchina inglese è apparsa d’un soffio più rapida di quella italiana, proprio una inezia, pari allo 0,08% del tempo sul giro, sia con le gomme «hard» nella nuova versione 2008, sia con le classiche «medium». Tutto il resto, invece, appartiene vuoi alle esagerazioni di Webber, in grande leggerezza e in assetto da sole splendente, vuoi ai deprecabili contrattempi (Massa con la ruota posteriore destra), vuoi ad errori di pilotaggio (Hamilton alla Priory), vuoi alla nuova impreparazione della Bmw sui circuiti con curve molto veloci. Su una pista come Silverstone, che risponde con 0,035 secondi al giro per ogni chilogrammo di alleggerimento, sarebbe facile - e appassionante - assumere i migliori tempi a vettura scarica e confrontarli con quelli della qualifica Q3, per conoscere il quantitativo di carburante alla partenza. Se non che una seconda e più grave variabile tecnica si aggiunge: la predisposizione agli assetti da bagnato, visto che il gran premio vien dato al cento per cento sotto la pioggia. E allora, ecco alcune tra le migliori macchine già preparate a tale eventualità, sia nella configurazione aerodinamica, sia nel carico statico, con particolari riferimenti per la coppia Hamilton-Kovalainen e per lo stesso Raikkonen, essendovi per Massa anche l’aggravante dell’incidente - senza sua colpa - del venerdì. I calcoli, di conseguenza, sono abbastanza compromessi. Volete che, in condizioni normali, Hamilton non riesca a precedere Kovalainen? O che il finlandese della Ferrari si possa far superare dal finlandese della McLaren? Certo, la leggerezza conclamata della «cavalletta» Webber o gli sforzi patetici di un Alonso, con un motore da qualifica senza avvenire da gara, aiutano molto nelle valutazioni. Ma l’ultima parola spetta soltanto alle condizioni meteorologiche e alla fortuna di non incontrare una «safety car» nei primi giri di pista.