Se la politica diventa un thriller

È singolare e opportuno, questo nuovo libro di Claudio Sessa (Le età del Jazz. I contemporanei, il Saggiatore, pagg. 254, euro 23). Singolare perché si propone come il primo di tre tomi sulla musica americana: quindi parte dall’attualità, vale a dire dalla conclusione, anziché dal principio al quale approderà a ritroso. Opportuno perché è chiaro e scorrevole, e non gli nuoce l’occuparsi di autori-esecutori non ancora disposti nella prospettiva storica che rende più agevole il lavoro di chi ne scrive. Ciò autorizza a pronosticare che i prossimi due volumi saranno ancora migliori, tanto più che non mancheranno i copiosi richiami alle registrazioni del periodo considerato che danno a questo volume anche la qualifica di una guida discografica al jazz.