«Se Prodi apre ad Hamas lascio l’Unione»

Ariela Piattelli

da Roma

Forse ci si aspettava che le dichiarazioni rilasciate all’emittente Al Jazeera da Romano Prodi a proposito dell’apertura ad Hamas sarebbero passate in sordina, senza far troppo rumore. Invece la polemica cresce, e c’è persino chi minaccia di lasciare il centrosinistra. «Il professor Prodi chiarisca il suo pensiero o sarò costretto a lasciare il centrosinistra». Parola di Angelo Pavoncello, coordinatore romano dei Presidenti del Consiglio dei Municipi del Comune di Roma e membro della comunità ebraica.
«Prodi deve chiarire una volta per tutte - spiega Pavoncello - che la linea del centrosinistra è quella di “due popoli e due Stati” nel rispetto imprescindibile di tre temi fondamentali: il riconoscimento dello Stato di Israele da parte di Hamas; la sicurezza dello Stato di Israele e l’abbandono di qualsiasi forma di terrorismo da parte di quelle forze estremistiche che auspicano la distruzione dello Stato d’Israele. Nei vari colloqui avuti con il presidente Rutelli e con altri esponenti - continua Pavoncello - prima del mio ingresso nella Margherita, si era giunti a considerare questi tre temi come “conditio sine qua non” per aprire le porte ad Hamas e a qualsivoglia forma di dialogo. A Rutelli ho chiarito subito i punti che mi stavano più a cuore e lui mi garantì che ci avremmo lavorato».
Pavoncello è stato uno degli organizzatori del viaggio di Rutelli in Israele, dove il leader della Margherita ha incontrato i vertici di Kadima. «Dopo il viaggio in Israele e i chiarimenti avuti dallo stesso Rutelli con il premier Olmert, noi ebrei eravamo certi dell’affidabilità della Margherita e della coalizione di centrosinistra nel sostenere i tre temi per noi fondamentali. Ero ancora più convinto che le cose sarebbero andate per il verso giusto, e che per quanto riguarda Israele si sarebbe continuato ad andare nella direzione tracciata da Berlusconi». Poi arriva la doccia fredda, le dichiarazioni rilasciate da Prodi ad Al Jazeera.
«Con grande rammarico ho appreso le parole di Prodi. Guardare verso la Palestina e non verso Israele sarebbe un grave errore. Israele non è un danno, ma una risorsa. Invito, quindi, il presidente Rutelli a dare un segnale forte agli ebrei italiani perché si riconoscano nella politica della Margherita. Fino a oggi stavo preparando un progetto per portare alcuni esponenti dell’Ulivo in Israele. Confermo che se Prodi non ammetterà di aver sbagliato andrò via dal centrosinistra».
Pavoncello forse resterà nella Margherita, ma di certo sa che le cose non saranno facili, visto che sul Medio Oriente le posizioni all’interno dell’Ulivo sembrano piuttosto confuse. «So che avrò vita dura - ammette Pavoncello - ma l’unico modo per combattere certe posizioni è farlo da dentro».