«Se la proposta è questa meglio nessuna norma»

È partito subito all’attacco, onorevole. Ha accusato il governo di schierarsi su posizioni «confessionali». Perché?
«Mi aspettavo che su questo tema l’esecutivo si riservasse un intervento di mediazione e lasciasse piena autonomia al Parlamento. Ma ho visto invece che ha messo i piedi nel piatto e sposato la linea più restrittiva, che è quella prevalente delle gerarchie ecclesiastiche».
La Binetti, deputata del Pd, è favorevole alle proposte del centrodestra. Lei, deputato Pdl, è contrario. Troverete mai una convergenza?
«Ci tengo a precisare che non sono un anticlericale e che non ho mai pensato che la voce della Chiesa non fosse importante. Ma un testo come quello proposto ieri nell’intervista al Giornale mi sembra superato dai fatti. Saremmo di fronte a una legge contro il testamento biologico».
Preferirebbe lasciare le cose come stanno? Niente legge?
«Sono ovviamente favorevole a una legge. Ma ispirata al disegno di legge votato a maggioranza dal centrodestra, nel 2005, su proposta di Forza Italia».
Ci spieghi.
«In quel testo, approvato in Commissione Sanità del Senato, si prevedeva che se il malato fosse incapace di intendere e di volere, chi era chiamato a decidere al suo posto doveva tenere conto della volontà espressa dal paziente in precedenza e dei suoi valori e delle sue convinzioni. Quello era un testo equilibrato e fuori dalle guerre di religione».
Lei è convinto che gli italiani siano dalla sua parte.
«Leggo le rilevazioni, anche se non sono strettamente scientifiche. Credo che la gente si immedesimi e sappia che c’è chi ha risolto casi di questo tipo, nella propria vita familiare e senza clamore, ponendo fine alle terapie che hanno come unico obiettivo di prolungare l’agonia».
Insomma, lei condivide in pieno la sentenza della Cassazione.
«Sì, perché ha detto esplicitamente che stante la Costituzione e leggi italiane quello che chiede Beppino Englaro è possibile. Eppure ho sentito parlare di omicidio. E credo che siano pochi, anche fra i nostri elettori, quelli che considerano il padre di Eluana un omicida».
La sospensione dell’alimentazione per qualcuno è un atto grave, che priva il malato di un sostegno vitale.
«Qui non si tratta di obbligare nessuno a sospendere le terapie. Si tratta di concedere a chi vuole rinunciare a un trattamento sanitario di poterlo fare».
Se la legge non risponderà a questi principi?
«Voterò contro. Ma sono fiducioso che si arriverà a un compromesso».