Se la Provincia «salta» sul Giro della Padania

La protesta dei balneari e il Giro della Padania hanno movimentato il consiglio provinciale di Savona ieri pomeriggio, nella prima seduta post rimpasto della giunta Vaccarezza. Dopo la tappa mattutina in Regione a Genova, la protesta dei balneari si è trasferita nella città della Torretta, dove ha trovato la totale solidarietà dell’ente provinciale con un ordine del giorno a sostegno della causa approvato all’unanimità.
«Davanti ad una vicenda del genere non ci sono colori politici, ma solamente un intento comune di dimostrare la nostra compattezza per fare qualcosa di concreto - ha spiegato il presidente della Provincia, Angelo Vaccarezza -. Qui si parla di più di mille persone in Liguria, delle quali 600 solo a Savona, che hanno investito da generazioni nel balneare e ora rischiano di perdere tutto. Dobbiamo lanciare un segnale di compattezza dalla nostra regione, per farlo arrivare a Roma e successivamente a Bruxelles». Per dovere di cronaca, ancor prima dell’ordine del giorno sui balneari, il Consiglio ha presentato la nuova giunta e surrogato i consiglieri Vacca (Pdl) e Ripamonti (Lega Nord), divenuti assessori, con i primi dei non eletti dei loro partiti, rispettivamente De Franceschi e Averame.
Nella nuova squadra di Vaccarezza sono stati confermati i quattro assessori uscenti Montaldo, Santi, Bussalai e Mattea ai quali sono andati ad aggiungersi gli ex consiglieri Vacca e Ripamonti e i due volti nuovi Schneck e Sambin (quest’ultimo definito «il nostro Monti» da Vaccarezza). La seduta è proseguita su toni pacati per gli ordini del giorno inerenti la situazione della via Aurelia all’altezza di Capo Santo Spirito, l’impianto a biomasse di Calizzano e i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia (odg ritirato dallo stesso proponente, Garassino).
Il finale di consiglio si è invece surriscaldato sull’ordine del giorno del leghista Dogliotti che chiedeva una condanna per le violenze subite dai ciclisti nel Giro della Padania. «Sono d’accordo ad atti di protesta se non violenti - ha spiegato Dogliotti -. Qui a Savona invece la protesta è stata violenta e, ancora peggio, giustificata dal sindaco e da altri esponenti di sinistra». Apriti cielo. Partito Democratico, Italia dei Valori e Udc abbandonano l’aula rimarcando il concetto «giusto condannare la violenza, ma non dimentichiamo la provocazione e la propaganda leghista proprio nell’anno delle celebrazioni per l’Unità d’Italia».
E poi il colpo ad effetto del presidente Vaccarezza: «Abbandono l’aula per far cadere il numero legale e portare quindi questo odg nei prossimi consigli, arricchendolo di una nota sulla libertà dei comizi - ha dichiarato -. Voglio che tutto il mio consiglio condanni la violenza nel nome della libertà a prescindere dalla Padania».