Se quell’Agosti io fossi... E l’«Aida» va in scena

Una sfida ambiziosa quella di mettere in scena l'opera monumentale di Giuseppe Verdi, soprattutto su un palcoscenico che non ha di certo le dimensioni della scena dell'Arena di Verona. Giacomo Agosti, appassionato di opera lirica e dotato di tanto estro e di conoscenza in materia, vince la sua scommessa portando in scena al Teatro Caboto la sua Aida, una lettura nuova e moderna dell'opera verdiana, intonsa dal punto di vista della trama. «Ho conservato la drammaturgia drammatica verdiana, l'intreccio delle vicende dei personaggi sono identiche, eroi, guerrieri, schiavi che si muovono attorno alla grande storia d'amore e di passione della protagonista, lacerata tra l'amore per l'uomo libero Radames e per quello del suo popolo e della sua famiglia».
Il coronamento più prezioso degno di una stagione intervallata da momenti di grande classicità e di immensa poesia; nei panni del regista Agosti, insegnante di pratica dello spettacolo all'Accademia di Brera, dopo il successo con la Traviata, la Bohème, la messinscena dei Pagliacci e ancora di Lucia di Lammermoor, chiude la sua stagione lirica al fianco dell'Associazione «Il Nuovo Mondo» con l'allestimento dell’Aida di Giuseppe Verdi, capace di commuovere nella sua essenzialità espressiva. Come Giuseppe Verdi per la stesura di Aida aveva collaborato intensamente con il suo musicista, così anche Agosti con Emanuele De Filippis ha intrapreso un lavoro di sintonia firmando a quattro mani la drammaturgia e condividendo la direzione dello spettacolo. «È chiaro che sono dovuto intervenire alleggerendo l'opera: ho tolto il coro, come d'abitudine e le parti danzate lo ho ritenute superflue per la comprensione del lavoro. Sicuramente sono stato educato dalle scelte registiche di Franco Zeffirelli: quando venne al Teatro Piccolo non mi persi la sua Aida. Ma al di là di ciò, sono stato coadiuvato anche dai miei studi di storia della musica che ho seguito all'istituto verdiano; ho avuto l'occasione di avvicinarmi al grande compositore che non ebbe solo la responsabilità di musicista, ma ebbe i suoi trionfi anche nelle vesti del regista».
Olivera Mercurio che si alterna sulla scena con Donatella Giansanti nei panni della bella Aida, Antonio Signorello (Radames) e Amneris, interpretata da Ines Olabarria Smith e da Elena Serra, sono solo alcuni dei nomi dei cantanti che daranno vita a un'opera sempre suggestiva, pur nella sua semplicità. «Per l'allestimento siamo stati supportati dai tecnici dell'Accademia di Brera, fautori di un grande lavoro che lascerà lo spettatore stupito. Non potendo portare gli elefanti sulla scena, ci siamo avvalsi di tecniche particolari che contribuiranno alla sorpresa. Ho svolto un lavoro che lascia molto spazio alla fantasia della platea che dovrà diventare protagonista dello spettacolo. Senza dubbio sono state create tutte le atmosfere del passato con squarci suggestivi sull'Egitto antico».
L'intima e levigata finezza di sottolineature psicologiche che caratterizzò l'opera di Verdi, è stata rispettata da Agosti che non ha puntato la sua regia sull'attore, lavorando sulla duttilità dei personaggi.
Aida
Teatro Caboto
Fino al 18 maggio
Info: 02-70605035