SE QUESTA È UN’OPPOSIZIONE

Non è necessario essere amici o sostenitori del sindaco di Roma Gianni Alemanno per giudicare inutili, strumentali e un po’ infami le critiche furibonde che gli sono state mosse da uomini dell’opposizione di centro sinistra, la stessa che ha amministrato a lungo e male la capitale, e che oggi non riesce ancora a elaborare il lutto di una sconfitta cocente e meritata.
Ma c’è qualcosa di più e di peggio nelle accuse dissennate di responsabilità per le devastazioni provocate dal maltempo e per la morte della povera donna annegata nella sua automobile. C’è una pratica mai del tutto dismessa, e ora tornata dominante, della politica senza regole, tutta ideologia e sparata nel mucchio, quel «piove governo ladro», e «sbattiamo il mostro in prima pagina», che rende ormai poco credibile qualsiasi uscita degli esponenti del centro sinistra. Un mese fa crollava il tetto di un’aula, e loro tuonavano contro il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, colpevole di avere deciso tagli sulle spese inutili, e dunque della disgrazia. Oggi cade su Roma uno dei peggiori nubifragi degli ultimi cento anni e la colpa delle conseguenze, secondo Francesco Rutelli, è del sindaco di centro destra, insediatosi otto mesi fa, dopo quattro amministrazioni di seguito del centro sinistra.
Contro la barbarie di questo metodo non bisogna stancarsi di raccontare le cose per quello che sono. Roma è una città fragilissima, priva com’è di un sistema idrico e fognario adeguato. Gli interventi strutturali necessari sono sempre stati rinviati, in favore di scelte amministrative più facili e più comode. La manutenzione è stata lasciata in condizioni pietose, affidata a una mega ditta che prendeva i soldi ma non faceva il lavoro. Il nuovo sindaco quell’appalto lo ha sospeso. Il rafforzamento degli argini del Tevere richiede una legge speciale che, non si capisce perché, giace da tre anni tra le carte della Regione Lazio, amministrata, conviene ricordarlo, da un presidente e da una giunta di centro sinistra.
In una situazione di tale debolezza storica delle difese della città, arriva una piena micidiale, e non resta che affrontare l’emergenza con le forze e le risorse a disposizione, chiedendo a tutti di prodigarsi, come sta facendo il sindaco. In questi casi collaborazione, rispetto e poche chiacchiere sarebbero la scelta naturale per una forza di opposizione che crede nell’alternanza e ne conosce la pratica. Quando non va così, quando attorno a una tragedia e a un morto si agitano gli sciacalli, che sperano di placare fame e rabbia, è un brutto spettacolo. Per fortuna lo vedono tutti.